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Il racconto di Rossella. Pubblico Impiego, cosa significa essere una delegata in un grande Comune? Fino al 7 aprile il voto per le RSU

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Si sono aperte il 5 aprile (e proseguiranno fino al 7) le operazioni di voto per l’elezione di centinaia di rappresentanti dei lavoratori di autonomie locali, sanità, funzioni centrali, scuola, università, ricerca, cioè di tutto il settore pubblico.

Cosa significa, davvero, essere una delegata sindacale in un ente locale? Risponde alla domanda una lavoratrice del Comune di Bergamo.

Quando le chiediamo cosa l’abbia spinta a candidarsi per la seconda volta, anche nella nuova, più complessa, realtà del Comune del capoluogo, lei risponde senza esitazione: “Ho cominciato a lavorare qui nell’agosto del 2018, anno in cui diversi neo assunti sono arrivati in questo ente. Leve nuove, che non avevano nessuna conoscenza del loro contratto nazionale, né dei loro diritti, né di cosa facesse il sindacato” ci racconta Rossella Lacanna, tecnico del Comune di Bergamo, un’esperienza precedente in RSU quando lavorava al Comune di Spirano.

“Il punto è che qui nel Comune del capoluogo mi sono scontrata con una staticità, quasi una chiusura, a cui non ero abituata. L’arrivo di neo assunti al Comune di Bergamo ha provocato una sorta di destabilizzazione della vecchia guardia, e questo ha avuto conseguenze, ha cioè frammentato l’ambiente di lavoro. Uno dei motivi principali per cui ho deciso di candidarmi, dunque, è quello di contribuire a rompere questa staticità: occorre accogliere i nuovi lavoratori (così siamo visti, malgrado ormai lavoriamo qui da quattro anni!) e rappresentare i diritti di tutti” prosegue Rossella. “Quello della tutela di tutti i colleghi, indipendentemente che abbiano o no la nostra tessera, è un segno distintivo che ho sempre apprezzato in CGIL, sia nel piccolo Comune che qui. Non ci si ferma ai tesserati, la CGIL rappresenta tutti”.

Ai lavoratori alle prese per la prima volta con questo ruolo, Rossella consiglia “di essere preparati, sempre informati, per fornire le giuste risposte a chi verrà a chiederle. Farlo qui in un Comune così grande, con oltre 800 lavoratori dislocati in sedi diverse, è complesso. Per questo sarebbe fondamentale che ci fossero rappresentanti per ciascuna direzione. E a volte è davvero importante rompere i meccanismi che si sono sedimentati nel tempo: il Comune di Bergamo non è più quello che era prima, per questo è importante riconoscere la nuova realtà, comprendere come si è trasformata e muoversi di conseguenza anche nella tutela”.


In provincia di Bergamo, i lavoratori chiamati a scegliere i propri delegati nel Pubblico Impiego sono 12.700: oltre 7.000 per la sanità, 4.700 negli enti locali, circa 200 alle dipendenze dei ministeri, circa 350 per le agenzie statali, 400 per gli Enti Pubblici non Economici.

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