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Tribunale di Bergamo, personale amministrativo in stato di agitazione. Convocazione in Prefettura il 2 febbraio

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Carenza cronica di personale, mezzi tecnici non idonei, riforme della giustizia che prendono il via senza la dovuta formazione e in assenza di adeguata riorganizzazione, poi modifiche unilaterali dell’orario e turn-over elevato perché i lavoratori, esasperati, decidono di trasferirsi altrove: sono alcuni dei motivi che hanno spinto il personale amministrativo del Tribunale di Bergamo ad avviare uno stato di agitazione a partire dal 30 gennaio.
I dipendenti, circa 190, sono giunti a questa determinazione durante un’assemblea il 12 gennaio scorso. A seguito della richiesta sindacale di incontro al Prefetto, proprio nel giorno dell'avvio della protesta è giunta la comunicazione della convocazione in Prefettura per venerdì 2 febbraio alle ore 11.

“La protesta si è accesa a seguito della scelta unilaterale da parte della dirigenza di modificare un precedente accordo sindacale sull’orario di lavoro raggiunto tra le parti nel 2017 che consentiva una conciliazione accettabile dei tempi di vita e lavoro. Si trattava di un accordo che, a fronte di una carenza cronica di personale, aveva consentito negli anni di poter gestire l’attività lavorativa raggiungendo risultati impensabili data la situazione di fatto” hanno spiegato Leopoldo Chiummo per FP-CGIL, Fabio D’Aniello per CISL-FP, Francesca Mezzanotte per FLP e Vincenzo Genco per UNSA di Bergamo, insieme alle RSU del Tribunale. “I lavoratori hanno dovuto affrontare riforme di complessa attuazione, non ultima la riforma Cartabia, messe in atto con grandi difficoltà e senza propedeutica adeguata formazione nel settore civile, con non pochi ostacoli nell’avvio del nuovo processo telematico penale vista la carenza di personale formato ad hoc”.

“I molteplici pensionamenti sono stati di fatto sostituiti da personale assunto con contratto a termine che ha spesso rassegnato le dimissioni ancor prima dello scadere del contratto, perché utilmente collocato in graduatorie di altri concorsi con contratto a tempo indeterminato (solo nel 2023 ben 16 persone sono state dimissionarie)” proseguono sindacalisti e RSU. “Paradossale è la situazione dell’ufficio del Giudice di Pace di Bergamo (che recentemente ha assorbito anche il carico di lavoro di quello di Treviglio, a seguito della sua chiusura) dove su 11 dipendenti, 5 sono in applicazione, cioè svolgono temporaneamente la loro attività presso il Giudice di Pace invece che in Tribunale. Nonostante la pianta organica sia sottodimensionata si è assistito, negli ultimi mesi, alla nomina di altri tre giudici, all’aumento della competenza determinato dalla entrata in vigore della riforma Cartabia, senza poi considerare l’arretrato di circa 15.000 fascicoli nel settore penale”.

La presenza dell’aeroporto in città sembra poi avere trasformato il Tribunale di Bergamo in una sede che i sindacati definiscono “mordi e fuggi”, “scelta per la facilità di raggiungere molteplici regioni d’Italia ma nella quale nessuno intende stabilirsi e mettere radici”, anche perché “estremamente cara e con pressanti difficoltà abitative”.
Per questi motivi il Tribunale di Bergamo è stato dichiarato dal Ministero della Giustizia “sede disagiata” “Tuttavia – proseguono le sigle sindacali - tale certificazione ha prodotto vantaggi economici soltanto per il personale di magistratura. Coloro che hanno deciso di trasferirsi nella città orobica hanno ricevuto una cospicua indennità non prevista, invece, per i dipendenti amministrativi”.

Era stato proprio grazie al “lungimirante” – così lo definiscono le RSU - accordo del 2017 che il personale ha potuto conciliare la propria (difficile) vita professionale con le esigenze di cura della famiglia, avendo la possibilità di accantonare delle ore di lavoro ogni mese (nove per la precisione). “Ma la Dirigenza del Tribunale di Bergamo, con provvedimento unilaterale, ha eliminato tale possibilità, ritenendo di doversi uniformare agli altri uffici del Distretto, non valutando la specificità di questo Tribunale (la produttività del Tribunale di Bergamo è fra le più elevate a livello nazionale)” concludono Chiummo, D’Aniello, Mezzanotte e Genco.

Ecco, nella nota firmata dalle RSU, il dettaglio dei motivi della protesta:
• atavica carenza di personale, anche con riferimento alla mancata rimodulazione delle piante organiche a seguito dell’accorpamento delle sezioni distaccate
• riforme della giustizia che prendono il via senza la dovuta formazione, con mezzi tecnici insufficienti, inidonei ed in totale assenza di una riorganizzazione adeguata dei servizi e della logistica
• scelte unilaterali da parte della Dirigenza del Tribunale di Bergamo sui pochi benefici rimasti in materia di orario di lavoro
• pressante turn-over a seguito di continui dimissioni del personale assunto a vario titolo che opta per altre Amministrazioni pubbliche dove il lavoro è meglio remunerato ed è presente una politica di welfare aziendale
• stipendi non adeguati rispetto alle responsabilità e alle mansioni svolte
• ambienti di lavoro insalubri (impianti di riscaldamento/raffreddamento non funzionanti) e assenza di spazi per consumare i pasti
• buoni pasto il cui importo è fermo da vent’anni, che diventano spesso carta straccia perché gli esercizi commerciali si rifiutano di accettarli
• situazione estremamente critica dell’Ufficio del Giudice di Pace ove è permanente la carenza di organico gravato ulteriormente dalla riforma Cartabia che ne ha ampliato enormemente le competenze.

Per lunedì 5 febbraio (dalle ore 12 alle 13) è in programma una nuova assemblea dei lavoratori.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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