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Scame Mastaf di Suisio, annunciati 50 esuberi su un organico di 160 lavoratori. Sciopero e presidio il 5 luglio

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La notizia è arrivata martedì 20 giugno, non del tutto inattesa, e coinvolgerà, verosimilmente dall’autunno, un terzo dell’organico. Alla Scame Mastaf spa di Suisio, specializzata nello stampaggio di materie plastiche, è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo per 50 lavoratori dell’area industriale e di quella promozionale, su un organico totale di 161 addetti.

Contro la decisione della direzione aziendale, per mercoledì 5 luglio è stato proclamato uno sciopero di due ore (dalle 14.00 alle 16.00) con un presidio all'ingresso della sede di via Einstein 7. Lo hanno concordato i lavoratori e i loro rappresentanti RSU riuniti in assemblea mercoledì 21 giugno.

“A ottobre si concluderanno i tre anni di contratto di solidarietà in una realtà produttiva che già in precedenza aveva usufruito di altri ammortizzatori, tra cassa Covid e ordinaria” hanno spiegato Eleonora Lavelli della segreteria provinciale della FILCTEM-CGIL di Bergamo e Moreno Businaro di FEMCA-CISL provinciale. “Esiste, tuttavia, la possibilità di richiedere ancora un anno di cassa straordinaria per l’area promozionale, così come già concessa a suo tempo a quella industriale. Questo permetterebbe almeno di ridurre il numero degli esuberi. La direzione, intanto, avrebbe già individuato le aree interessate dall’esubero e il numero delle persone da licenziare, anche se non si capisce secondo quali modalità dal momento che non esiste, o almeno non ci è stato comunicato, alcun piano industriale. Manca del tutto una visione coerente del futuro. Un piano industriale chiaro avrebbe, in qualche misura, giustificato le dichiarazioni contenute nella procedura di licenziamento in cui si citano ‘nuove esigenze organizzative e produttive’. A quale esigenze si faccia riferimento, davvero non lo sappiamo”.

Le due sigle sindacali si dicono, infine, fermamente convinte che “quella di usufruire degli ammortizzatori rimanenti sia una richiesta legittima, anche per evitare discriminazioni e concedere le stesse possibilità a tutti i lavoratori. Condizioni che noi, in questo momento economico e aziendale, riteniamo concrete ed esistenti”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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