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PNRR, il punto CGIL sui progetti nella provincia di Bergamo. Almeno 1.360 quelli approvati in 236 Comuni. L'analisi di Toscano di CGIL provinciale

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L’attuazione del PNRR è tra i temi al centro del dibattito politico da diverse settimane. Tra presunti ritardi, richieste di ridefinizione dei progetti e chi ha addirittura paventato l’idea di non usare tutti i fondi, si è fatto largo il dubbio che il nostro Paese possa non essere in grado di utilizzare al meglio l’occasione offerta dal Piano.
Sulla questione interviene Marco Toscano, segretario generale della CGIL di Bergamo, che punta l’attenzione su quanto si sta muovendo nella provincia di Bergamo, anche grazie ai risultati del questionario sui progetti invitato dalla FP-CGIL agli enti locali.

“In partenza l’attuazione del Piano sembrava dover essere un esempio di partecipazione dei territori, attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il coinvolgimento delle parti sociali. Al dicembre del 2021 risale il protocollo tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e CGIL, CISL e UIL che prevedeva l’istituzione di tavoli di confronto (tanto a livello nazionale che locale) con la finalità di rendere il PNRR effettivamente un progetto di tutto il Paese. A oggi è invece difficoltoso ricostruire a che punto siamo effettivamente. La gestione complessiva è passata a una struttura di missione che fa da riferimento diretto a palazzo Chigi dove è stata istituita una cabina di regia che coinvolge anche le parti sociali ma che, almeno finora, sembra avere una natura prettamente informativa. Lo spirito di coinvolgimento contenuto nel Protocollo del 2021 pare, insomma, definitivamente tramontato”.

“Dentro questo quadro generale – prosegue Toscano – ci siamo chiesti a che punto sia il PNRR nella nostra provincia. Nei primi mesi dell’anno abbiamo provato, con un questionario inviato dalla Funzione Pubblica CGIL agli enti locali, a monitorare la ‘messa a terra’ dei progetti. Grazie ad alcune risposte e, soprattutto, attraverso l’incrocio di alcuni dati quantitativi disponibili sui siti ministeriali - elaborazione per la quale ci siamo appoggiati all’istituto di ricerca Across Concept - oggi disponiamo di un quadro parziale ma comunque sufficiente a dare una prima fotografia di cosa sta accadendo nel nostro territorio”.

Per il momento la CGIL dispone di alcuni dati di natura quantitativa che, nel prosieguo della ricerca, andranno integrati con quelli relativi ai volumi economici mobilitati e con altri ancora, così da effettuare comparazioni con realtà socio economiche simili alla nostra.
“Nonostante le difficoltà, per le piccole dimensioni di molte amministrazioni locali e per la scarsità di personale a curare la predisposizione e la presentazione dei progetti, questo primo spaccato rilevato rappresenta un significativo dinamismo del nostro territorio” prosegue Toscano. “Innanzitutto i progetti del PNRR approvati al marzo del 2023 interessano 236 dei 244 comuni bergamaschi. Prendendo a riferimento come unità di misura il territorio di ciascun Comune, ben sapendo che molti progetti si articolano su diverse entità territoriali, a Bergamo registriamo almeno 1.360 progetti approvati. Si tratta – è importante sottolinearlo di nuovo– di un dato parziale, cioè dei progetti di cui siamo riusciti ad avere notizia. Le concentrazioni più significative insistono, ovviamente, nei Comuni di maggiori dimensioni, a partire dal capoluogo”.

“A proposito della loro suddivisione in base alla natura dell’intervento, in cima alla lista appaiono quelli destinati al rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione IO (307), poi all’abilitazione al cloud per le Pubbliche Amministrazioni locali (260), seguiti dai progetti per il rafforzamento dell'adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale SPID CIE e dell'Anagrafe nazionale ANPR (177), e, ancora, per il miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali (169)”.

“Compaiono poi i progetti legati al Servizio civile universale (170, più 7 al Servizio Civile Digitale), quelli per il rifinanziamento e la ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST (91, finanziamenti a tasso agevolato per lo sviluppo internazionale delle imprese italiane, in particolare le PMI), e quelli per la creazione di imprese femminili (3). Poi 42 progetti prevedono interventi per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, 13 investimenti nella resilienza dell'agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche e 7 in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell'approvvigionamento”.

“Al capitolo socio-sanitario, 21 sono i progetti che riguardano le Case della Comunità e la presa in carico della persona, 22 per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (grandi apparecchiature), 10 per la sua digitalizzazione, 6 per il rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità), più uno per ‘un ospedale sicuro e sostenibile’ e un altro per le strutture sanitarie di prossimità territoriale-aree interne. E, ancora, 12 progetti mirano all’implementazione delle Centrali operative territoriali (COT, per l’orientamento tra i servizi della rete di offerta sociosanitaria)”.

“Sul fronte della mobilità, 8 progetti puntano allo sviluppo del trasporto rapido di massa (metropolitana tram autobus) e 4 al rinnovo del parco autobus regionale per il trasporto pubblico con veicoli a combustibili puliti.
In tema di formazione, istruzione e ricerca, si rilevano 10 progetti per il piano asili nido, scuole dell'infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia, 3 per partenariati estesi a università centri di ricerca imprese e finanziamento progetti di ricerca di base, 2 per il potenziamento di strutture di ricerca e la creazione di campioni nazionali di R&S su alcune Key Enabling Technologies, uno per il Fondo per il Programma Nazionale Ricerca (PNR) e progetti di Ricerca di Significativo Interesse Nazionale (PRIN), 2 per l’orientamento attivo nella transizione scuola-università, 2 per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell'edilizia scolastica, uno per la riforma della legislazione sugli alloggi per studenti e investimenti negli alloggi studenteschi, 2 per l’ estensione del tempo pieno, uno per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola e uno per il Progetto Sport e inclusione sociale”.

“Per il miglioramento delle città, ci sono poi progetti che intervengono sull’attrattività dei borghi (1), sulle ciclovie urbane (1), sulla riqualificazione dei beni immobili dell'amministrazione della giustizia (1) e in materia di social housing per il piano innovativo per la qualità abitativa (PinQuA) e la riqualificazione e l’incremento dell'edilizia sociale (1)”.

“Seppur ci si trovi solo all’inizio del nostro lavoro di ricerca, oltre ad una positiva impressione sulla dinamicità del processo, si possono rilevare anche alcune criticità, peraltro già segnalate in diverse occasioni sulla stampa nazionale e locale. La prima riguarda la difficoltà a reperire i dati, almeno nella loro dimensione complessiva, con l’unica positiva eccezione che è proprio delle ultime ore, con la pubblicazione del focus regionale di Openpolis su case della comunità e ospedali di comunità, i due principali presidi della sanità territoriale. Per il resto, sembra di dover rincorrere a mille rivoli in mille luoghi diversi. La seconda nota dolente, lo ribadiamo, è quella della carenza di personale, in particolare nei Comuni, per la gestione della parte progettuale e burocratica dei progetti e delle richieste di finanziamenti. Più organico deve essere impiegato per permettere di sfruttare al meglio la grande opportunità che il Piano offre”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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