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Il racconto di Katiuscia. Cosa significa essere una delegata sindacale a scuola? Verso il voto per il rinnovo delle RSU il 5, 6 e 7 aprile

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Manca meno di una settimana al voto del 5, 6 e 7 aprile, quando i lavoratori del mondo della scuola (oltre a quelli del settore pubblico) saranno chiamati a eleggere i loro delegati sindacali in tutta Italia. Cioè colleghi che, pur continuando a lavorare in aula, si metteranno a disposizione per risolvere problemi e per dare una mano a rivendicare e vedere garantiti i diritti di chi lavora.

In provincia di Bergamo, sono 20mila i dipendenti del mondo della scuola, dell’università e della ricerca a venire chiamati alle urne (in totale saranno 32.700, se si contano anche i dipendenti del Pubblico Impiego, ugualmente coinvolti nel rinnovo delle RSU).
Sui 140 istituti scolastici di diverso ordine e grado del territorio provinciale, la FLC-CGIL ha presentato le proprie liste in 131 scuole pubbliche, con 294 candidati in corsa. Nel 2018, i candidati erano stati complessivamente 288 in 127 istituti. All’Università degli Studi di Bergamo quella della CGIL è l’unica lista presentata, con 6 candidati.

Ma cosa significa, davvero, essere un delegato di RSU (cioè delle Rappresentanze Sindacali Unitarie) a scuola? Lo abbiamo chiesto a un'insegnante della scuola primaria, rappresentante di lunga esperienza della FLC-CGIL provinciale.

IL RACCONTO DI KATIUSCIA
“Non sono mai riuscita a capire i lavoratori che non vogliono farsi coinvolgere dal sindacato. Il sindacato si occupa di te, di noi, firma il nostro contratto nazionale. Per me è importante farvi parte!” ci spiega Katiuscia Cereda, insegnante di scuola primaria a Carobbio degli Angeli, delegata RSU della FLC-CGIL da 9 anni, cioè per “tre mandati molto interessanti!”.
“Perché ho detto sì all’ipotesi di candidarmi, la prima volta? Per riuscire a conoscere meglio le dinamiche interne del mondo scuola, ma anche perché mio papà è sempre stato impegnato nel sindacato e la CGIL è sempre stata una presenza forte nella mia famiglia”.

Ammette di essere “molto competitiva”, e racconta di come al voto, da anni, le capiti di confrontarsi con una vecchia amica, candidata concorrente per la CISL: “È davvero buffo, siamo cresciute insieme come RSU. Ma tra noi è gara vera”.
Per lei essere delegata significa “tentare ogni volta di sbrogliare situazioni critiche, essere d’aiuto ai colleghi. Non è un aspetto del mio lavoro a cui potrei rinunciare. Per me l’impegno sindacale è parte integrante dell’essere lavoratore dipendente della scuola”.
Ai colleghi che per la prima volta si accingono a ricoprire il ruolo di delegati, dice: “Fate tutto tranquillamente, perché i nostri referenti provinciali della FLC non ci lasciano soli! È sempre stato così per me. Mi piace averli accanto durante i primi due o tre incontri delle trattative d’istituto, perché diano un parere tecnico esperto”.

Poi spiega come sia abituata ad agire nei panni di RSU: “Cerco innanzitutto di avere il quadro della situazione, tenendo presente tutti i lavoratori, non solo i colleghi più stretti della mia scuola, dunque anche gli ATA e gli insegnanti della secondaria. Cerco di fare sentire la mia voce, quando serve, anche in Collegio docenti o in Consiglio di istituto, facendo presente le criticità”.
Un momento di grande soddisfazione è stato quello della firma del contratto decentrato d’istituto, nel luglio del 2019: “La trattativa è stata lunga, ma alla fine siamo riusciti a mediare, e a raggiungere un accordo. Mi sono sentita veramente soddisfatta, perché per certi aspetti abbiamo ottenuto quello che chiedevamo, sempre mantenendo un bel confronto con i colleghi”.
Dopo 9 anni, “non sono per nulla stanca – conclude – anche se è vero che si discute sempre della stessa materia. In ogni occasione, però, c’è sempre la speranza di riuscire a migliorare qualcosa in più”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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