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Dati Ires Morosini-CGIL di Bergamo. La lente sulla congiuntura economica provinciale. L'anno che si apre, i dati

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Ancora non stiamo assistendo al punto di svolta della crisi pandemica, e intanto crescono i rischi per la tenuta del Pil.

Secondo i dati ISTAT e CER, per l’Italia il nuovo anno si apre con un quadro economico e sociale caratterizzato da un rallentamento dell’espansione di produzione e fatturato, da un’inflazione in crescita al 3,7% (e i prezzi dell’ energia del +14,1%), da una disoccupazione al 9,4% con quasi 2,4 milioni di disoccupati, e da prezzi alla produzione in forte aumento (+22,1% annuo).
Come di consueto, la banca dati Ires Morosini-CGIL di Bergamo osserva la situazione congiunturale attraverso una lente tutta locale: ecco di seguito un aggiornamento con indicatori e considerazioni sull’andamento economico del nostro territorio.

“Per la provincia di Bergamo, in base ai dati forniti dalla Camera di Commercio, il terzo trimestre 2021 si chiude con un lieve aumento tendenziale (variazione % sullo stesso trimestre dell’anno precedente) del tasso di natalità delle imprese (pari all’1,1%) mentre il tasso di mortalità è pari allo 0,9%” riferisce Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo, dati alla mano, nell’elaborazione curata da Ires Morosini. “A livello di stock, le imprese attive (84.965) risultano in aumento (+987 posizioni, pari all’1,2% su base annua) rispetto allo stesso trimestre del 2020. Sempre considerando la variazione tendenziale, alla fine di settembre il numero delle imprese attive era cresciuto nei servizi (+695 con una variazione pari a 2,2% su base annua), nell’agricoltura (+93 pari a 1,9%), nel commercio (+139 pari a 0,7%) e nelle costruzioni (+159 pari allo 0,9%). Era invece il calo il numero delle imprese nella manifattura (-106 pari a -1,0%)”.

“Relativamente alla dinamica del numero dei lavoratori privati” prosegue Peracchi, “sempre secondo la Camera di Commercio, rispetto allo stesso periodo del 2020 si registra una crescita pari a +1.760, con una variazione tendenziale del 0,4% su base annua. Un valore che si pone come la risultante della diversa dinamica dei due grandi comparti: si registra infatti un + 2.233 addetti tra i dipendenti, mente gli indipendenti calano di 473 unità”.

“Come ben si vede da questi ultimi dati anche a Bergamo ritorneremo, nostro malgrado, in una fase di deciso rallentamento della crescita parallelamente alla diffusione di Omicron. Rimane l’obiettivo di poter contemperare la tutela della salute delle persone (prima di tutto) con crescita e sviluppo, grazie all’incremento delle vaccinazioni, ‘forzate’ o meno. Credo che presto vedremo un incremento di utilizzo della cassa Covid, prorogata parzialmente con la legge di bilancio” conclude Peracchi.

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