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Scuola, a Bergamo e in provincia: “Situazione DSGA inaccettabile. ATA in affanno e carenza di personale aggiuntivo Covid”

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Sono 96 su 140 gli istituti scolastici della provincia di Bergamo rimasti senza Direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) titolari. A segnalarlo, con preoccupazione, è Fabio Cubito, segretario generale della FLC-CGIL provinciale: “Ancora una volta, a fronte di questa carenza di figure specifiche, si sta ricorrendo alla disponibilità degli assistenti amministrativi interni alle scuole che per l’ennesimo anno si assumeranno responsabilità aggiuntive senza però un adeguato incremento dei compensi”.

La presenza della figura del DSGA è indispensabile per la predisposizione e l’adozione di tutti gli atti amministrativo-contabili dell’istituzione scolastica e “la sua assenza preclude la regolare erogazione del servizio scolastico”, afferma lo stesso Ufficio Scolastico regionale in una recente circolare.
“Dopo insistenti pressioni per convincere gli assistenti amministrativi di diversi istituti a prestarsi agli incarichi aggiuntivi, si è riusciti a trovare una soluzione di ripiego per 74 delle 96 scuole scoperte” prosegue Cubito. “Ne rimangono ancora 22 con DSGA da assegnare. Torniamo a chiedere la stabilizzazione di questo personale attraverso una soluzione normativa che permetta a chi ha ricoperto questo ruolo per almeno tre anni di potere diventare formalmente titolare, con il dovuto compenso economico. Serve, perciò, un concorso per tutti gli assistenti amministrativi che in questi anni hanno prestato servizio come DSGA, indipendentemente dal loro titolo di studio".
Sul fronte, invece, del personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo) la FLC-CGIL di Bergamo segnala poi come a questi lavoratori sia stato “assegnato, progressivamente, un sempre maggior carico di lavoro: dalle incombenze INPS, ai controlli del Green Pass di personale e genitori, alla sanificazione, alla sorveglianza e assistenza, …”.
Solo dal 18 settembre le graduatorie ATA sono definitive e in questi giorni le scuole hanno cominciato a convocare il personale per le supplenze che permetteranno di coprire gli oltre 600 posti vacanti.
In particolare, rispetto alle misure anti-contagio, a lezioni già avviate, ancora manca – e non è stato individuato – il personale scolastico aggiuntivo Covid: “Se in un plesso vi è un solo collaboratore scolastico (come accade in moltissime realtà della provincia), come si può pensare che questo possa, tutte le mattine alle 8.00, controllare il Green Pass di docenti e genitori, controllare le temperature, sorvegliare tutti i movimenti nell’area scolastica affinché nessuno si faccia male, accompagnare i bambini più piccoli nelle loro aule dopo aver fatto sanificare le mani?” chiede provocatoriamente il sindacalista. “Altra questione riguarda poi il personale di segreteria che si trova quotidianamente ad affrontare incombenze burocratiche scaricate spesso da altre amministrazioni pubbliche, senza formazione e spesso, in assenza di DSGA titolare, senza una guida direttiva e in numero ridotto”.
Mancano, infine, anche i cosiddetti assistenti tecnici: si prevede la nomina di 20 persone per coprire i 99 istituti comprensivi di primarie e secondarie di primo grado (suddivisi in 500 plessi). “Come faranno queste scuole a far funzionare regolarmente lavagne interattive, PC e dispositivi multimediali senza l’ausilio di un numero sufficiente di tecnici? Insomma, a scuola bisogna come sempre ‘arrangiarsi’. Serve personale ATA aggiuntivo, e con urgenza”.

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