
DOCUMENTO POLITICO DEL 2° CONGRESSO S.L.C. C.G.I.L. DI BERGAMO DEL 16 NOVEMBRE 2001.
Il
2° Congresso S.L.C. di Bergamo, tenutosi il 16.11.2001 approva la relazione del
Segretario Generale uscente Claudio Cavagna.
Il dibattito che ne è conseguito ha inoltre evidenziato i seguenti aspetti: sul
conflitto in atto in Afghanistan si condivide la posizione assunta dalla
C.G.I.L. Nazionale ed in particolare si esprime una forte preoccupazione per il
progressivo inasprimento dell’intervento U.S.A. ed il successivo
coinvolgimento dei paesi Europei fra i quali l’Italia.
Il congresso si fa interprete di questa preoccupazione diffusa fra i lavoratori
e torna a chiedere la sospensione immediata dei bombardamenti, ritenuti
inefficaci al fine della cattura dei responsabili dell’attentato della strage
dell’11 settembre. Assurdi perché colpiscono anche in questa occasione
vittime innocenti.
Inoltre, il conflitto rischia di compromettere il già difficile equilibrio e
sostegno raggiunto con i vari paesi arabi moderati.
La lotta al terrorismo e l’esigenza che vengano puniti i colpevoli dell’atto
criminale rimangono una priorità assoluta nell’attuale fase storica; la sua
efficacia che crediamo dipenda dalla determinazione con cui si saprà agire sia
con azioni di contrasto mirato e selettive, che con l’indispensabile
iniziativa politico-diplomatica.
Particolarmente incisive devono essere quelle azioni che sono rivolte
all’intercettazione delle fonti di finanziamento del terrorismo con un
controllo sociale dei flussi finanziari mondiali ed alla repressione del mercato
della droga.
Il Congresso S.L.C. Bergamo alla luce delle ultime vicende maturate sul
territorio afghano con la disfatta militare talebana, auspica che la ripresa
dell’azione politica operi al
raggiungimento di una pace immediata e l’avvio di nuove trattative per
definire un governo di transizione che prepari e porti il paese ad una svolta
democratica e rispettosa delle donne e delle varie etnie presenti.
Tutto ciò pero deve avvenire tenendo conto di altri conflitti presenti da anni
in aree geografiche non solo del Medioriente.
Priorità assoluta la si pretende per il popolo Palestinese e pertanto ci si
impegni concretamente a trovare e garantire soluzioni che portino alla pace e ad
uno stato indipendente.
L’Italia può e deve operare affinché l’Europa sappia esprimere una
iniziativa efficace sostenendo con maggiore autorevolezza la funzione centrale
dell’O.N.U., sia sul piano diplomatico che su quello umanitario.
Per quanto riguarda la realtà politico-economica del nostro paese il Congresso
ha analizzato i vari aspetti che il movimento sindacale ha di fronte, come le
sfide dichiarate dalla Confindustria ed appoggiate dal Governo Berlusconi nei
fatti.
Sfide che riguardano la fine della concertazione, la totale flessibilità
partendo dalle assunzioni a tempo determinato come metodo prevalente, la
revisione dello Statuto dei Lavoratori con la modifica dell’art. 18 sui
licenziamenti, l’eliminazione dei due livelli di contrattazione e
l’ulteriore revisione dei sistemi pensionistico e fiscale.
E’ una sfida che va affrontata con la piena consapevolezza dei rischi che
comporta tale scontro e pertanto è necessario costruire con tutti i lavoratori
e con CISL e UIL un fronte ampio di risposta cominciando da una campagna
d’informazione in tutti i posti di lavoro, così come in parte è già stato
fatto con le assemblee congressuali.
La Confindustria vorrebbe raggiungere i suoi obbiettivi per affrontare la
competitività ed il mercato globale con un sindacato debole o allineato alle
loro scelte ed a quelle del Governo e quindi ridurre i costi del lavoro a
scapito dei diritti, della sicurezza e con salari diversificati nei territori e
comunque tutti più bassi.
Noi riteniamo fondamentale che i problemi che ci sono vadano gestiti con il
consenso delle parti, con investimenti nella ricerca per recuperare i forti
ritardi rispetto ad altri paesi industrializzati, sulla formazione continua dei
lavoratori a tutti i livelli.
La globalizzazione deve diventare una risorsa positiva per tutti e
pertanto deve essere gestita dai Governi e non dalle multinazionali, le quali
sfruttano i paesi poveri per ottenere maggiori produzioni a costi bassi.
Le privatizzazioni e le liberalizzazioni dei grossi gruppi come Telecom e Poste
Italiane devono far riflettere il sindacato, le istituzioni e le forze politiche
in quanto il percorso finora fatto non ha avuto sempre un riscontro
positivo per i lavoratori interessati e per l’economia del paese.
Ulteriori pericoli di privatizzazioni sono alle porte: RAI Sanità, etc..
Le conseguenze se ciò dovesse avvenire, sarebbero gravissime per il
paese ed in particolare per la democrazia ed il pluralismo dell’informazione e
per le classi sociali più deboli.
Il Congresso esprime massima solidarietà e sostegno allo sciopero dei
lavoratori metalmeccanici della FIOM.
Bergamo, 16 novembre 2001