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ZONA ARANCIONE RAFFORZATA IN ALCUNI COMUNI DELLA BERGAMASCA, LA NOTA DEI SINDACATI. “Urgente ripristinare misure che consentano ai genitori lavoratori dipendenti di assistere bambini e ragazzi a casa”

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Sull’inasprimento delle misure anti-Covid che scatteranno alle 18 del 23 febbraio, con la nuova zona arancione rafforzata per alcuni comuni anche della nostra provincia, e soprattutto sulla chiusura improvvisa di scuole elementari, dell’infanzia e dei nidi, intervengono con una nota CGIL, CISL e UIL di Bergamo e della Valle Camonica.

“Le misure d’urgenza di contenimento della pandemia disposte per otto comuni della bergamasca, oltre che per l’intera provincia di Brescia, prevedono l’immediata chiusura delle scuole a tutti i livelli. Avevamo già segnalato la necessità di ripristinare misure che consentissero ai genitori dipendenti di assistere i ragazzi a casa nel caso di quarantene scolastiche. Questa richiesta oggi diventa una vera e propria urgenza per chi si trovasse, come purtroppo sta succedendo, in territori considerati zona arancione rafforzata o zona rossa. Servono permessi e congedi indennizzati. Chiediamo a chi ne ha la competenza di provvedere urgentemente a colmare questa lacuna per consentire a chi lavora e non può, ordinariamente, rimanere a casa, di assistere adeguatamente i ragazzi, che è bene che stiano ancora per un po’ lontano dai nonni”.