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VENERDÌ 12 OTTOBRE A ORIO UNA TAVOLA ROTONDA SU “LA TENTAZIONE POPULISTA: FORMAZIONE, IDENTITÀ E CONOSCENZA", ALL'INTERNO DEI LAVORI DEL X CONGRESSO FILCAMS-CGIL DI BERGAMO

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Non solo dibattito congressuale su vertenze aperte e attività sindacale dei settori del commercio e dei servizi: venerdì 12 ottobre, all’NH Hotel di Orio al Serio, i lavori del X Congresso della FILCAMS-CGIL di Bergamo ospiteranno anche una tavola rotonda dal titolo “La tentazione populista: formazione, identità e conoscenza. Il sindacato alla prova della società moderna” (dalle ore 9.15).

L’apertura dell’assemblea congressuale vera e propria è prevista per le ore 11.00, con l’insediamento della Presidenza e delle Commissioni. A seguire, è in programma la relazione introduttiva di Mario Colleoni, segretario generale uscente della FILCAMS-CGIL Bergamo.
Verrà, poi, aperto il dibattito che durerà fino alle ore 15.30 quando è previsto l’intervento di Cristian Sesena della segreteria FILCAMS-CGIL nazionale.

A seguire, si svolgeranno le votazioni dei Documenti congressuali, l’elezione dei delegati ai congressi regionale e nazionale, degli organismi dirigenti e del segretario generale.
Partecipano ai lavori Antonella Protopapa, segretaria FILCAMS-CGIL della Lombardia, Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo, e il segretario organizzativo Giuseppe Mascioli.

Ecco nel dettaglio il programma della tavola rotonda:

Dalle ore 9,15 interverranno:
Cristian Sesena, FILCAMS-CGIL nazionale
Ivo Lizzola, docente Università degli Studi di Bergamo
Sergio Gandi, vicesindaco Comune di Bergamo
Mario Colleoni, segretario generale FILCAMS-CGIL Bergamo
Gianni Peracchi, segretario generale CGIL Bergamo
Modera Cristina Guerinoni, FILCAMS-CGIL Bergamo

“Oggi più che mai i movimenti populisti si alimentano e vivono di propaganda continua” ha spiegato oggi Mario Colleoni, segretario generale della FILCAMS provinciale. “Chi oggi governa impiega importanti risorse per dimostrare che, nonostante sia al potere, non rappresenta l’establishment né la casta. La storia moderna testimonia come il populismo si rafforzi in tempi di insicurezza economica: l’ultima crisi ha rimesso in discussione la divisione del lavoro che, di fatto, si era realizzata in diversi paesi europei. Le politiche neoliberiste hanno alimentato la crescita di partiti populisti che danno espressione alle insicurezze e alle domande di protezione dei ceti più popolari. In una fase di crescita del lavoro povero questo, alla fine, ha inciso sulle scelte elettorali di milioni di lavoratori. Il populismo deve essere contrastato attraverso politiche economiche redistributive e sociali, che compensino gli effetti negativi sull’occupazione derivanti, ad esempio, dall'utilizzo massiccio delle nuove tecnologie nell'economia”.