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UPS, PRIMO ACCORDO FIRMATO PER SMART WORKING NELLA LOGISTICA ANCHE PER IL POST PANDEMIA. A Orio circa 130 impiegati potranno scegliere di lavorare da remoto per il 60% dell'orario

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Diffuso trasversalmente in molti settori lavorativi per questi mesi di pandemia e soggetto a legislazione particolare durante questa crisi, lo smart working tornerà ad essere materia di accordo individuale una volta che la crisi sanitaria sarà conclusa: per regolare collettivamente la sua gestione UPS, società americana di trasporto pacchi e spedizioni internazionali, ha firmato il 31 dicembre con FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTrasporti un accordo per organizzare e articolare il lavoro da remoto in azienda anche quando il Covid sarà alle spalle.

Negli ultimi giorni si sono tenute le assemblee per la votazione e l’approvazione dell’intesa anche per i dipendenti UPS all’aeroporto di Orio, 150 lavoratori in totale, di cui 130 negli uffici. Saranno questi ultimi ad essere interessati direttamente dai termini dell’accordo.

“Per chi lavora negli uffici UPS si apre così, su base volontaria, la possibilità di rendere strutturale, anche a pandemia conclusa, il proprio lavoro in smart working fino a un massimo del 60% dell’orario” ha spiegato oggi Marco Sala, segretario generale della FILT-CGIL di Bergamo. “È un accordo importante, il primo del settore della logistica, che costituisce anche una premessa alla discussione sulle tutele da garantire al lavoro da remoto in fase di rinnovo del Contratto nazionale, tema assolutamente nuovo. UPS si impegna a fornire la strumentazione hardware e software necessaria per svolgimento del lavoro, a garantire il diritto alla disconnessione e all’informazione sindacale (bacheca virtuale del sindacato) e a erogare i ticket mensa anche a chi non lavora in presenza”.