Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

SANITÀ PUBBLICA: le attività “non Covid” devono ripartire ma mancano centinaia di operatori sanitari

on .

A seguito delle recenti delibere di Regione Lombardia la sanità pubblica lombarda ha il mandato preciso di ripartire e tornare ad occuparsi delle patologie non Covid che nell’ultimo anno e mezzo sono state decisamente accantonate per poter gestire la pandemia. La richiesta di Regione è quella di incrementare ulteriormente le prestazioni erogate, rispetto ai numeri pre-pandemia.

Riteniamo fondamentale tornare ad occuparsi di tutti i pazienti, e non solo di quelli Covid. Il sostanziale abbandono del lavoro della sanità pubblica di tutto ciò che non è Covid ha prodotto un’elevata diminuzione degli screening di controllo di diverse patologie, con il risultato che i cittadini che se lo potevano permettere, si sono rivolti ai canali privati, mentre la fascia medio-bassa della popolazione ha dovuto mettersi in attesa del sistema pubblico o privato-accreditato, con ritardi che per qualcuno è significato pagare un pegno, purtroppo, parecchio elevato. Accanto a questa esigenza, vi è quella di organizzare una struttura di sanità territoriale che vada oltre le vaccinazioni e la cui assenza è emersa in tutta la sua drammatica chiarezza durante le fasi più dure della pandemia. Ed infine parecchie lavoratrici e lavoratori del settore sanitario hanno un arretrato decisamente importante di ferie ed ore da smaltire, accantonate durante tutto il periodo di emergenza sanitaria.
Ed è a questo punto che il nodo delle carenze di personale vengono al pettine. Per poter fare tutto ciò occorrono infermieri, medici, tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, amministrativi, operatori tecnici. Le tre ASST del nostro territorio e l’ATS di Bergamo hanno pubblicato nei mesi precedenti i fabbisogni di personale, senza ancora che emergessero diverse necessità. I numeri richiesti per il periodo 2021-2022, rispetto a quelli del 2020 sono impietosi. Questa è una sintesi che crediamo sia parecchio esplicativa. Il delta rappresenta il numero di personale da assumere nel 2021:

MEDICI
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 362 395 33
ASST BERGAMO OVEST 311 291 -20
ASST PAPA GIOVANNI 694 754 60
ATS 42 56 14
      87
INFERMIERI
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 1.084 1.251 167
ASST BERGAMO OVEST 733 796 63
ASST PAPA GIOVANNI 1.979 2.040 61
ATS 25 27 2
      293
AMMINISTRATIVI
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 259 259 -
ASST BERGAMO OVEST 226 210 -16
ASST PAPA GIOVANNI 441 459 18
ATS 187 206 19
      21
OSS
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 230 268 38
ASST BERGAMO OVEST 161 159 -2
ASST PAPA GIOVANNI 283 302 19
ATS - - -
      55
TOTALI COMPARTO
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 2.302 2.255 223
ASST BERGAMO OVEST 1.513 1.508 -5
ASST PAPA GIOVANNI 3.507 3.618 111
ATS 408 44 36
      365
TOTALI DIRIGENZA
DOTAZIONE ORGANICA
  2020 2021 delta
ASST BERGAMO EST 423 460 37
ASST BERGAMO OVEST 373 349 -24
ASST PAPA GIOVANNI 797 877 80
ATS 133 154 21
      114
  TESTE

A tutto ciò si aggiunge la carenza di medici di base, che portano la situazione del “comparto medico” ad essere estremamente delicata, a cui si aggiunge quella infermieristica che sta facendo emergere l’ulteriore difficoltà a reperire questo tipo di professionalità, in particolare per il settore socio-sanitario-assistenziale. Occorrono scelte politiche mirate, concrete e rapide, considerando che siamo già fuori tempo massimo, in particolare in relazione ai numeri che l’università può offrire annualmente per medici ed infermieri. E accanto a tutto ciò emerge in modo limpido l’esigenza di riconoscere la professionalità di queste lavoratrici e lavoratori, mediante il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro applicati e ad oggi tutti in attesa di essere rinnovati.