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PORTARE A 1.800 IL NUMERO DI PAZIENTI PER MEDICO DI MEDICINA GENERALE NON RISOLVE I PROBLEMI. È necessario passare con più decisione agli studi medici associati che offrano un servizio più complesso

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La carenza di medici di medicina generale non è solo di Bergamo ma è un problema nazionale; nazionale, ma più grave in Lombardia dove – come purtroppo si sa – sono più carenti che altrove i servizi territoriali (Distretti, ambulatori, servizi infermieristici).
Non si può certo dire che l’attuale crisi sia stata imprevedibile: la Regione ha i dati anagrafici di tutti i medici in servizio e basta un click del PC per fare i conti di quanti medici raggiungono il pensionamento anno per anno e prendere le conseguenti decisioni che consistono nel mettere a concorso, nei corsi triennali di specializzazione, il numero di posti necessari. Questa operazione è stata fatta tardi, e per un primo parziale rimedio bisogna aspettare il 2022. Nel frattempo continueranno i disagi.
Un rimedio viene ora proposto dall’ATS: portare dagli attuali 1.500 a 1.800 il numero di pazienti per medico. Purtroppo ci sono poche alternative, ma si possono almeno porre delle condizioni per limitare il danno perché di danno si tratta. Infatti, già con 1.500 pazienti, e con l’aumento tra di essi di malati cronici, anziani, non autosufficienti, è sempre più difficile che il medico riesca a seguire con la cura necessaria tutti i casi; figuriamoci con 1.800. A questo disagio, che è il principale, se ne aggiunge un altro e cioè la necessità di spostarsi sempre più dal proprio quartiere o paese per recarsi dal medico: un problema particolarmente gravoso per chi ha difficoltà di movimento e necessità di aiuto nello spostamento.
Se, appunto, non ci sono alternative immediate, è però possibile percorrere con più decisione la strada della medicina di gruppo, quella degli studi medici associati, con un orario di apertura più lungo, dotati di servizi infermieristici di comunità e di servizi ambulatoriali non complessi, la strada cioè già prevista dalla Riforma Balduzzi (2012) rimasta inapplicata. Strutture di gruppo, più articolate e complesse dello studio medico individuale, potrebbero riuscire ad affrontare meglio, seppur parzialmente, l’attuale carenza di medici.
A proposito di saper affrontare meglio il futuro prendendo per tempo le opportune decisioni, lascia davvero stupiti la tabella allegata alla DGR 3325, con l’indicazione del personale da reclutare, sulla base di richieste effettuate dalle varie ATS. Per Bergamo è previsto il reclutamento di 11 operatori (pare che l’ATS ne avesse richiesti solo 7), ma altre ATS, a parità di popolazione - per non parlare di gravità della pandemia, ne hanno chieste e ottenute ben di più: ATS Brescia 47, ATS Brianza 29; e di più perfino ATS con un bacino di popolazione più piccolo e ridotto numero di contagi.