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PALESTRE, NIDIL-CGIL: “BENE L’IMPEGNO DEL COMUNE DI BERGAMO PER RIAPRIRE GLI SPAZI DELLE SCUOLE ALLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE. TANTI I LAVORATORI IN DIFFICOLTÀ NEL SETTORE”

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“Con grande attenzione e con favore” la NIDIL-CGIL provinciale giudica l’impegno annunciato dall’assessorato allo sport del Comune di Bergamo di pagare per la sanificazione delle palestre delle scuole dopo l’uso pomeridiano e serale da parte di tante associazioni sportive non agonistiche.

“Dando una mano a sostenere i costi rilevanti della sanificazione nei 34 spazi sportivi scolastici ancora chiusi a Bergamo, l’amministrazione comunale non solo garantirebbe l’attività sportiva ai propri cittadini, ma potrebbe anche sostenere lavoratori in grande difficoltà, in un comparto senza tutele dal punto di vista contrattuale” ha commentato Francesco Chiesa di NIDIL-CGIL di Bergamo. “Chi lavora con contratti di collaborazione sportiva dilettantistica, infatti, non ha contributi né ferie, nessun minimo sindacale né indennità di malattia o maternità, è senza INAIL e deve pagarsi la formazione. Per lavoratori dalla precarietà così spinta è vitale che le attività sportive ospitate nelle palestre delle scuole riprendano. Chiediamo all’amministrazione comunale di fare uno sforzo anche pensando a loro”.

Con l’emergenza Covid-19 le palestre sono state tra i primi luoghi ad essere chiusi. Nel corso del lockdown, NIDIL-CGIL ha assistito oltre 500 lavoratori bergamaschi che, con lo stop dell’attività si sono trovati senza alcun tipo di ammortizzatore sociale e senza diritto d’accesso alla Naspi. Poi è arrivata dal ministero dello Sport l’indennità ai collaboratori sportivi: tre mesi sono stati pagati, il quarto risulta bloccato.

“NIDIL-CGIL, a livello nazionale, fin dall’inizio della crisi, aveva chiesto al governo di pensare a strumenti d’emergenza per venire incontro alla platea dei collaboratori sportivi, che da un giorno all’altro si erano ritrovati senza reddito” aggiunge Chiesa. “Fortunatamente siamo stati ascoltati, e anche chi lavora nel settore sportivo ha avuto accesso ai 600 euro stanziati per i mesi di lockdown. Ora occorre che per loro riparta il lavoro”.