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L’VIII CONGRESSO DELLA CGIL DI BERGAMO SI CONCLUDE CON LA RIELEZIONE DI GIANNI PERACCHI ALLA GUIDA DEL SINDACATO PROVINCIALE. 45 interventi in due giorni di lavori con 233 delegati

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Due giorni di dibattito, 233 delegati, 45 interventi e, nelle ultime settimane, 1.235 assemblee e 12 congressi di categoria svolti: si è chiuso poco fa l’VIII Congresso della CGIL di Bergamo. L’Assemblea generale, appena eletta e subito convocata, ha votato e confermato al posto di segretario generale provinciale Gianni Peracchi, con 73 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni (80 votanti, 91 aventi diritto).

Gianni Peracchi, 59 anni di Gazzaniga, è iscritto alla CGIL dal 1981. Ha iniziato a lavorare come magazziniere in ospedale, dove poi è diventato assistente amministrativo. Nella stessa struttura ospedaliera è stato eletto Presidente del Consiglio dei Delegati sindacali.
In distacco sindacale dal 1990, è stato sindacalista per la FP-CGIL di cui poi è stato segretario generale. Successivamente è entrato a far parte della segreteria provinciale dello SPI-CGIL, che dal 2008 ha guidato, fino all’elezione al vertice della Camera del Lavoro nell’ottobre 2016.

Questa mattina, dopo le comunicazioni delle Commissioni, si era riaperto il dibattito avviato già ieri. A mezzogiorno ha preso la parola, per l’intervento conclusivo, Vincenzo Colla della segreteria CGIL nazionale: “Il Congresso che stiamo svolgendo è un percorso democratico importante” ha detto. “Qui ci sono facce e voci, qui si discute di persona, gli uni di fronte agli altri, non siamo alle prese con un tweet, ma con donne e uomini che si confrontano” ha detto Vincenzo Colla, che, poi, è passato ad analizzare la situazione economica e politica nazionale: “Questo Governo appare formato da un trittico non all’altezza di un paese democratico. Casi Riace, Diciotti e asili e scuole in cui i bambini stranieri vengono discriminati: sono casi di fronte ai quali questo Governo sta zitto. Quella che vediamo venire avanti è una cultura di destra, in un connubio di indifferenza e individualismo delicato e preoccupante. La CGIL vuole bene alla democrazia del nostro Paese, per questo la CGIL deve dare voce ai silenzi che oggi sentiamo. Quattro sono le parole chiave e i binomi attorno a cui questo Congresso si è costruito: uguaglianza, sviluppo, diritti e cittadinanza, solidarietà e democrazia”.

Nel dettaglio, poi, Colla ha toccato tanti e diversi temi tra cui quello della necessità di “democratizzare la globalizzazione”, ha poi citato quello che ha definito “un perimetro democratico che si chiama Europa”, ha parlato di welfare e redistribuzione, della necessità di un “governo democratico del cambiamento”, e, ancora, dando al tema tutta l’importanza che merita, di istruzione che ugualmente va “redistribuita”.

Dopo le diverse fasi di votazione, alle ore 15.30 si è insediata la nuova Assemblea Generale della CGIL di Bergamo che ha eletto il Segretario Generale.
Ieri, avevano portato i loro saluti il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il presidente della provincia Matteo Rossi. Dopo la relazione del segretario uscente Peracchi (sintesi inviata nel precedente comunicato) si era aperto il dibattito con la serie di interventi di funzionari sindacali e delegati e, a conclusione dei lavori della prima giornata, l’intervento di Marco Di Girolamo della segreteria CGIL regionale.