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I RIDER, L’UGL E LA FIRMA DEL CONTRATTO. Redondi e Chiesa, NIDIL-CGIL: “La rappresentanza si fa parlando con i lavoratori. Da mesi era aperto un tavolo al ministero. Ma Assodelivery ha scelto la scorciatoia facile”

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“Siamo presenti a Bergamo al fianco dei rider della città dall’estate 2018, abbiamo avuto modo a lungo di ascoltare le loro richieste. Durante il periodo più duro del Covid-19, in collaborazione con il Comune di Bergamo, abbiamo distribuito loro mascherine di protezione: la rappresentanza si fa ascoltando i lavoratori, non scegliendo scorciatoie nei tavoli nazionali”: così, Paola Redondi, segretaria generale di NIDIL-CGIL di Bergamo, e Francesco Chiesa che per il sindacato segue il settore, commentano la notizia della firma del primo Contratto nazionale dei rider tra UGL e Assodelivery, l’associazione che rappresenta l’industria italiana delle consegne di cibo a domicilio, a cui aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats.

“In questi mesi abbiamo visto diversi pronunciamenti, ad esempio del Tribunale di Roma e di quello di Bologna, che riconoscevano il lavoro dei rider come forma di collaborazione organizzata dal committente e che, quindi, necessita di tutele aggiuntive rispetto a quelle garantite dalle piattaforme digitali di delivery” proseguono i due sindacalisti. "Anche a seguito di queste pronunce, la CGIL aveva tentato di costruire un percorso di rappresentanza di fattorini di fronte alle società di food delivery, che però, anche in pieno periodo Covid19, a fronte dei rischi corsi dal loro personale, si erano sempre sottratte al confronto”.

“Da luglio, poi, erano aperti una interlocuzione ed un tavolo sindacale presso il Ministero del lavoro, poi aggiornati a settembre” aggiungono i due sindacalisti. “L’impressione è che sia stato preferito un interlocutore di comodo, invece di proseguire il confronto. Il testo sottoscritto riconosce come accettabile il cottimo per l’attività di queste lavoratrici e lavoratori, che così rimarranno definiti come autonomi ossia collaboratori occasionali e Partite Iva senza nessuna possibilità di avere un’occupazione stabile: lo scambio prevede basso salario per maggiore precarietà”.
In una nota del sindacato nazionale si spiega, poi: “A questi lavoratori non verranno retribuite malattia, tredicesima, ferie e la maternità; potranno essere licenziati e quando avranno raggiunto il tetto retributivo massimo per le collaborazioni occasionali (5.000 euro annui) potranno riconsegnare i loro nuovi dispositivi di lavoro generosamente concessi in virtù di questo accordo. Non siamo disponibili a permettere che la precarietà di questi lavoratori venga sancita da un’intesa che consideriamo penalizzante per i lavoratori ed illegittimo”.

Dalla prossima settimana i sindacalisti di NIDIL-CGIL saranno di nuovo presenti sul territorio per incontrare i rider.