Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

"GREEN PASS E VACCINAZIONI: I DIRITTI, PER VIVERE, HANNO BISOGNO DI DOVERI E DI SENSO DI RESPONSABILITÀ". L'intervento del segretario provinciale CGIL Bergamo Gianni Peracchi

on .

I dati della ripresa economica ed occupazionale nel paese e, in particolare, qui da noi sono incoraggianti.

Le previsioni di qualche tempo addietro stanno prendendo corpo e l’esplosione dei licenziamenti non c’è.
Certo, alcune operazioni, che hanno ricadute sociali drammatiche ed una valenza simbolica rilevantissima, (GKN) sono state messe in campo ma il sindacato confederale le sta contrastando con vigore e determinazione.
Oggi ci troviamo però nuovamente ad un bivio.
Perché c’è chi urla, in ragione di una presunta libertà, di poter fare ciò che vuole, a partire dal rifiuto della vaccinazione o di minime regole di prevenzione.
Perché c’è un pezzo della politica che cavalca irresponsabilmente queste pulsioni (ipocritamente liberali). Perché molti hanno dimenticato troppo in fretta quello che è successo la scorsa estate e lo scorso anno.
E questo rischia di rideterminare una situazione in cui nessuno, compreso chi urla, avrà maggiori margini di libertà e di compromettere quei segnali di ripresa tanto agognati quanto sofferti
La libertà individuale non è un concetto astratto, è un principio che va concretizzato in una dimensione collettiva e può essere praticata soltanto con le regole. I diritti, per vivere, hanno bisogno di doveri e di senso di responsabilità.
Non è forse acquisito il dovere di fermarsi ad un semaforo rosso? Non mi pare che sia una limitazione della libertà individuale. Ed allora perché avere alcuni requisiti (peraltro di ordine sanitario) per poter accedere a luoghi di socialità sarebbe una limitazione dei diritti individuali? Tra l’altro chi contesta oggi il vincolo di viaggiare a determinate condizioni, ieri invocava la chiusura delle frontiere per entrare in Italia; gli stessi che invocano “libertà, libertà” poi (e spesso) propendono a negarla a chi è considerato diverso.
Il green pass, le precauzioni nei comportamenti sociali, l’incremento delle vaccinazioni, anche tra i giovani, in alcuni casi l’obbligatorietà vaccinale, sono l’unica strada per sconfiggere il virus che, come lo scorso anno, sta riprendendo a correre.
L’opinione prevalente, largamente prevalente, della comunità scientifica è che per sconfiggerlo bisogna inibirne la proliferazione e, dunque, la possibilità di sopravvivere evitando che le mutazioni siano più veloci di noi.
Se questa consapevolezza, che non vuol dire fare del terrorismo mediatico, viene meno, se prevarranno in una parte significativa della popolazione orientamenti “oscurantisti”, si rischierà di compromettere nuovamente i segnali di ritorno ad una sana e libera e migliore “normalità”.