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DECRETO “CURA ITALIA” E STOP AGLI SFRATTI. Le considerazioni di Luisella Gagni di CGIL e SUNIA di Bergamo

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“La tutela del diritto a non perdere il lavoro deve andare di pari passo alla tutela di quello di non perdere la propria casa”: ne è convinta Luisella Gagni della segreteria della CGIL di Bergamo e responsabile del SUNIA provinciale, il sindacato unitario nazionale degli inquilini assegnatari. Di ieri mattina era la richiesta urgente dei sindacati di Bergamo rivolta al Prefetto Elisabetta Margiacchi e al presidente dell’Aler Fabio Danesi per la sospensione delle procedure esecutive di sfratto.

“Accogliamo con favore il fatto che ora il Decreto ‘Cura Italia’, all'articolo 103, abbia previsto il blocco degli sfratti sia residenziali sia commerciali fino al 30 giugno prossimo” prosegue Gagni. “Consideriamo questo provvedimento anche un po’ frutto delle tante iniziative che la CGIL e il SUNIA, unitariamente con le altre sigle sindacali, hanno portato avanti in tutt’Italia, con appelli e lettere di sollecito rivolte alle Prefetture affinché deliberassero uno stop degli sfratti esecutivi realizzati con la forza pubblica”.

La CGIL e il SUNIA di Bergamo esprimono, quindi, “apprezzamento per il provvedimento e per le misure previste, anche se – aggiunge Gagni -  rimane aperta la questione riguardante la necessità di implementare il Fondo Affitti con almeno 300 milioni da erogare con modalità snelle ed esigibili. Si tratta di risorse indispensabili e un aiuto concreto per contrastare il rischio di morosità incolpevole in cui potrebbero incorrere gli inquilini con difficoltà economiche causate dall’emergenza attuale e per questo non più in condizione di pagare canone e spese di locazione”.