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COVID-19. OSPEDALE DI SERIATE, LA FP-CGIL DI BERGAMO: “UN GRIDO D’ALLARME DAL PERSONALE SANITARIO”

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L’ospedale di Seriate è uno di quelli che la Regione Lombardia ha individuato come “ospedale COVID”. Su cosa stia accadendo e soprattutto in quali condizioni stia lavorando il personale sanitario, intervengono oggi il segretario generale della FP-CGIL di Bergamo, Roberto Rossi e Mino Bonomelli della FP-CGIL dell’area Valle Camonica e Sebino.

“Oltre che ‘ospedale COVID’, Seriate è anche sede dell’ASST Bergamo Est, la stessa azienda socio-sanitaria-territoriale di cui fa parte anche l’ospedale di Alzano Lombardo, che sembra essere stato al centro del focolaio che già tanti morti ha provocato nella bassa Val Seriana e su cui sarà utile far luce per comprendere di chi siano le responsabilità di eventuali errori di valutazione nei casi di sospetta infezione che già a febbraio pare siano circolati in quell’ospedale.
La situazione che ci viene dipinta da medici e infermieri che lavorano nel presidio ospedaliero di Seriate è veramente impressionante: ritmi di lavoro massacranti, turni che non garantisco nemmeno lontanamente i minimi riposi giornalieri e settimanali, personale sanitario che dall’inizio dell’emergenza ha visto le proprie ‘truppe’ decimate dallo stesso virus che provano a combattere quotidianamente nelle corsie e nel pronto soccorso dell’ospedale.
Certamente un fattore che complica una situazione già estrema è che l’altro pronto soccorso aziendale di Alzano Lombardo, vicino a Seriate, si trova in estrema sofferenza a causa dell’esplosione dei contagi, che ricordiamo si è portata via anche un’ostetrica che lavorava in quel presidio e non si trovano certamente in situazioni migliori i pronto soccorso di Piario e di Lovere.
Dunque l’ospedale di Seriate, oltre ai già noti problemi comuni a tutti gli ospedali lombardi, sta vivendo una situazione particolarmente critica.
Occorre che le fila di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e di tutte le altre figure indispensabili alla gestione dell’emergenza siano rinforzate. Non è pensabile che queste lavoratrici e questi lavoratori possano continuare a gestire quei carichi di lavoro ancora con gli stessi ritmi di queste settimane. Chiediamo alla direzione aziendale ma soprattutto a Regione Lombardia di farsi carico di questo problema; questa richiesta non è solo a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori di quest’azienda ma anche dei cittadini di quel territorio, che possano sentirsi maggiormente garantiti dal proprio ospedale”.