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CINEMA, TEATRI E SPORT, LA SECONDA SERRATA, TURANI DI SLC-CGIL E CHIESA DI NIDIL-CGIL: “CHIUDERE DRASTICAMENTE QUESTI SETTORI È UN ERRORE CHE RISCHIA DI ESSERE IRREPARABILE”

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I primi a chiudere nel mese di febbraio e gli ultimi a riaprire a partire dai mesi estivi, ora cinema, teatri e impianti sportivi sono di nuovo con le serrande abbassate, malgrado – come molti gestori fanno notare in queste ore – fossero stati messi a punto protocolli dettagliati e fossero stati fatti investimenti in sicurezza.
Sul destino dei lavoratori di questi settori, intervengono Paolo Turani della SLC-CGIL di Bergamo e, per le figure dei collaboratori, Francesco Chiesa di NIDIL-CGIL provinciale.

“Alcune sale cinematografiche non hanno più riaperto dopo il lockdown, chi ha ricominciato ha visto accessi drasticamente inferiori rispetto agli anni passati, nel settore della cultura le attività sono state ampiamente al di sotto dei livelli di sostenibilità” hanno dichiarato i due sindacalisti. “Questi settori risentono della presenza di diverse figure di lavoratori precari spesso legati da rapporti lavorativi deboli come il caso ad esempio dei lavoratori intermittenti nell'ambito dello spettacolo o i collaboratori sportivi. Questi lavoratori sono rimasti al di fuori dall'utilizzo di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e hanno utilizzato nei mesi del lockdown i bonus previsti dai vari decreti che si sono succeduti tra marzo e agosto. Alcune di queste persone non hanno ancora ricevuto le indennità richieste”.

“In questi mesi abbiamo ripetutamente rappresentato ai ministeri dello Sport e dei Beni Culturali come per questi settori fossero necessari interventi straordinari che andassero oltre la gestione dell'emergenza, con sostegno a lavoratori e imprese per un lungo periodo, per un piano di rilancio che prevedesse l'utilizzo anche delle risorse del Recovery Fund” proseguono i due sindacalisti. “Abbiamo presentato proposte al governo per una riforma del settore sportivo e indicato quali sono le priorità dei lavoratori dello spettacolo per emergere dall'eterna precarietà: è necessario un sistema di Welfare a sostegno delle prestazioni discontinue tipiche del settore, oltre ad una forma di sostegno al reddito di lungo respiro per tutto il 2021 per i lavoratori dello spettacolo. Ora questo nuovo stop completo per almeno il prossimo mese, per questi settori già deboli, rischia di compromettere ogni prospettiva di ripartenza. Chiudere drasticamente i settori di cultura e sport è un errore che rischia di essere irreparabile”.