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CAMPAGNA VACCINALE ANCHE PER I DIPENDENTI DEGLI ENTI LOCALI, COME PER LE AZIENDE. LA FP-CGIL DI BERGAMO CHIEDE UN INCONTRO AD ATS

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Dopo la sottoscrizione, il 5 maggio scorso, di un protocollo d’intesa per portare la campagna vaccinale all’interno delle aziende bergamasche, la FP-CGIL provinciale chiede oggi un incontro ad ATS per giungere a un accordo che ne estenda la validità anche alle amministrazioni locali.

“Gli enti locali della provincia di Bergamo occupano circa 5.000 addetti che sono tutti i giorni a contatto con il pubblico ed erogano servizi essenziali per la comunità: la loro vaccinazione, nell’ambito di un accordo come quello stipulato per le aziende private, sarebbe una garanzia non solo per gli operatori ma anche per coloro che si interfacciano ai servizi pubblici” ha detto oggi Dino Pusceddu della segreteria della FP-CGIL di Bergamo. “L’accordo del 5 maggio discende da quello nazionale sottoscritto circa un mese prima con l’obiettivo di rendere più efficiente la somministrazione dei vaccini anti-Covid e garantirne il buon esito quando si aprirà a tutte le fasce d’età. Ci sembra opportuno che la sua validità venga estesa anche ai dipendenti degli enti locali”.

“Prevedendo la vaccinazione direttamente sul posto di lavoro per gli enti di maggiori dimensioni e la creazione di corsie riservate e hub vaccinali per aree omogenee nel territorio con costi a carico delle amministrazioni, si permetterebbe un più ordinato accesso alla vaccinazione senza problemi organizzativi né richieste di permessi a tal fine che rischierebbero di rallentare la gestione dei servizi degli enti”, aggiunge il sindacalista.

La FP-CGIL ha dunque chiesto ad ATS un incontro al fine di poter stipulare con le organizzazioni sindacali di categoria, gli enti locali della provincia di Bergamo e i loro rappresentanti un protocollo d’intesa che estenda la validità dell’accordo stipulato in data 5 maggio alle amministrazioni locali del territorio.