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GOMMA-PLASTICA, SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A MILANO IL 15 GENNAIO. BUS DA BERGAMO. Protesta per applicazione aumenti in busta paga

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È fissata per lunedì 15 gennaio la prima mobilitazione del 2018 per i lavoratori del settore della gomma-plastica: uno sciopero di otto ore sarà accompagnato anche da una grande manifestazione unitaria sotto la sede della Federazione Gomma Plastica a Milano, in via San Vittore 36 (dalle ore 10.00). Da Bergamo, per raggiungere il luogo del presidio, sarà garantito un servizio di trasporto in bus: la partenza è prevista alle ore 9.00 dal parcheggio Auchan di via Carducci (entro venerdì comunicare la propria adesione negli uffici delle diverse sigle sindacali).

Già nei mesi scorsi si erano svolte mobilitazioni di protesta: oltre al blocco degli straordinari e delle flessibilità dell’orario di lavoro (oggi ancora in corso), i dipendenti delle aziende del settore in tutta la Lombardia avevano scioperato il 1° dicembre. Ora sindacati e lavoratori tornano a chiedere l’applicazione di quanto contenuto nel Contratto nazionale rispetto al previso aumento in busta paga, che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio ma che ora non viene più riconosciuto.
Nel territorio orobico il settore impiega circa 14.000 lavoratori e lavoratrici in aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra).

“La mobilitazione è stata proclamata perché, a fronte di 30 euro di aumento che i lavoratori si attendevano a partire da gennaio 2018 come previsto dal Contratto nazionale di settore siglato due anni fa, Confindustria ha dato indicazione alle aziende associate di procedere all’erogazione di soli 11 euro, riconoscendo di fatto solo l’aumento relativo all'inflazione reale” hanno spiegato oggi Ezio Acquaroli della FILCTEM-CGIL, Cristian Verdi di FEMCA-CISL e Luigi Zambellini di UILTEC-UIL di Bergamo. “La nostra controparte ha chiuso ogni tipo di confronto ma noi siamo fermamente convinti che il salario non sia solo frutto di una registrazione automatica dell'inflazione. Deve, invece, essere oggetto di contrattazione. Oltre al valore economico, poi, qui sono in discussione il ruolo e il valore delle relazioni sindacali. I lavoratori saranno compatti nella difesa dei loro diritti. La posta in gioco non sono i 19 euro della tranche di gennaio ma il valore e il rispetto del Contratto nazionale di lavoro che Confindustria evidentemente non vorrebbe più sottoscrivere” concludono i tre sindacalisti.