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SITUAZIONE POSTE A BERGAMO. …E MENO MALE CHE TUTTO VA BENE

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È con estremo stupore che leggiamo la posizione della CISL di Bergamo che “non capisce” per quale motivo la CGIL continua il suo percorso di vertenza.

Evidentemente, in assenza di confronto con la categoria, non ha realmente il polso della situazione che al contrario, come SLC, abbiamo ben chiaro grazie anche ad un lungo percorso assembleare con i lavoratori di Bergamo e provincia.
SLC CGIL non ha inteso chiudere l’accordo regionale e la vertenza intrapresa perché quelle disponibilità numeriche in realtà sono quelle già previste dagli accordi nazionali, nulla di nuovo quindi, ed il continuo esodo di personale, per effetto della “quota cento”, sta contraendo sempre di più gli organici.
Sportellisti allo sbando e senza la certezza giornaliera di sapere in quale ufficio andranno a lavorare, dovendo coprire le carenze di tutti i comuni della provincia, al pari dei portalettere che, oltre a soffocare nel torrido caldo di queste giornate, sono costretti a farsi carico di un superlavoro in assenza di colleghi ormai, beati loro, in pensione.
Peraltro in presenza di strumenti di lavoro estremamente vetusti ed al limite della sicurezza e di uffici postali fatiscenti e spesso privi anche di condizionatori, in assenza di reali investimenti aziendali, anche questi previsti dagli accordi sottoscritti.
Solo pochi semplici esempi ma che la dicono tutta sul “benessere” dei lavoratori di Poste che a detta di altri parrebbe sia stato raggiunto.
È utile ricordare che di quei numeri snocciolati in accordo regionale, che ricordiamo essere gli stessi degli accordi nazionali già sottoscritti anche da SLC CGIL, in realtà solo una piccola parte verrà immediatamente immessa sui cicli produttivi: ad esempio solo 21 nuovi portalettere su 81 previsti e il grosso comunque non prima di settembre, e che per effetto degli accordi nazionali avrebbero già dovuto prendere servizio tra maggio e giugno scorso. Oppure i 24 part-time che dovrebbero sostituire i numerosissimi esodi full-time.
Va tutto bene? SLC CGIL non ci sta! E nel percorso di vertenza ha già avuto modo di riscontrare il livello di tensione presente tra i lavoratori e la rabbia della clientela.
Basterebbe rispettarli gli accordi, piuttosto che vantarli, e dove questo non accade non rimane che lo sciopero e i momenti di denuncia, perché l’azienda si faccia realmente carico di ciò che firma, rispettandone i tempi.
Ecco perché la SLC CGIL continuerà il suo percorso conflittuale e non ha sottoscritto l’ultima intesa. Chi vuole capire capisca, i lavoratori che vivono sulla propria pelle, tutti i giorni, i disagi e l’approssimazione aziendale, hanno già sicuramente capito e SLC CGIL sarà sempre e comunque dalla loro parte.