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Anche la CGIL di Bergamo ha aderito all’appello di Libera. MAGLIETTE ROSSE CONTRO L’EMORRAGIA DI UMANITÀ

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Anche la CGIL di Bergamo, insieme alle categorie Flai (alimentari e agricoltura), Fillea (edili), Nidil (autonomi e atipici), allo spazio giovani Toolbox e al sindacato degli inquilini Sunia, ha aderito all’appello lanciato da Libera con Arci, Legambiente e Anpi “per fermare l’emorragia di libertà”.

MAGLIETTE ROSSEPer questo i sindacalisti e l’apparato tecnico hanno indossato una maglietta rossa, come il colore del vestiti dei tanti bambini che sono morti e continuano a morire nel Mediterraneo.
“Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori – spiega il comunicato ufficiale dell’iniziativa - Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”.
“Questa iniziativa è un modo pacifico per ribellarsi a una situazione che non può lasciarci indifferenti – spiega Luciana Fratus, della segreteria CGIL di Bergamo – e alla retorica dell’odio purtroppo sempre più diffusa. E’ un gesto simbolico con cui chiediamo all’Italia e all’Europa un’accoglienza capace di unire sicurezza e solidarietà.