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NUOVI VOUCHER, PER GLI AGRICOLI È PEGGIO DI PRIMA| Flai CGIL: “La tariffa oraria media, grazie alla circolare interpretativa dell’INPS, è un regalo alle imprese. La nostra battaglia prosegue"

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Con la reintroduzione dei voucher c'è stato un accanimento contro i lavoratori agricoli, rappresentato dalla circolare Inps n.107 del 5 luglio 2017 che rende applicabile la nuova legge sulle prestazioni di lavoro occasionale. “L'istituto nazionale – spiega il segretario Flai CGIL di Bergamo Valentino Rottigni - sembra non conoscere come viene definita la retribuzione degli agricoli, composta in parte dalla retribuzione prevista dal contratto nazionale (che disciplina il primo biennio di vigenza contrattuale) e in parte dalla contrattazione provinciale (che disciplina il secondo biennio di vigenza contrattuale)”.
Le Lavoratrici e i Lavoratori agricoli di Bergamo dovranno fare i conti con gli importi indicati dall’Inps, che grazie a questa nota interpretativa saranno inferiori rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale e dal contratto provinciale per la Provincia di Bergamo.
Applicando la retribuzione contrattuale, contrattata a livello provinciale con il recente rinnovo del 20 Marzo 2017, il lavoro dei lavoratori agricoli bergamaschi parte oggi da una paga provinciale di 9,80 Euro per un lavoratore avventizio tradizionale comune (per INPS € 7,57) fino ad arrivare ai 12,84 euro per un lavoratore avventizio del settore florovivaistico specializzato super (per INPS € 6,52).
“Vogliamo ricordare che il lavoro stagionale in agricoltura ha già i suoi strumenti contrattuali – continua Rottigni - come la chiamata giornaliera dell'operaio a tempo determinato anche per un solo giorno all'anno e per le sole ore necessarie a svolgere l'attività richiesta. Un vero e proprio lavoro a chiamata, previsto dalle normative di legge e dai contratti che regolano il mercato del lavoro in agricoltura, che non ha nemmeno bisogno della comunicazione giornaliera di inizio e fine lavoro, com’è previsto per il nuovo lavoro accessorio”.
“In conclusione, con i vecchi voucher il lavoro accessorio poteva avere un costo maggiore per le imprese agricole rispetto all’applicazione del contratto di lavoro, mentre oggi alle imprese viene offerta una incredibile occasione per abbattere i costi. Per i lavoratori, invece, la differenza è enorme: con i voucher nessun diritto (malattia, disoccupazione, assegni familiari e copertura previdenziale). Se i voucher già di per sé penalizzano i lavoratori del settore agricolo, con le nuove interpretazioni dell’Inps si aggiunge danno a danno, introducendo una sorta di deregolamentazione con un accanimento particolare per questo settore.
La Flai e la Cgil non si rassegnano: proseguiremo la nostra battaglia”.