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Un grave errore la delibera di ATS

Dall’ATS ci si dovrebbero attendere risposte di aiuto e non minacce e intimidazioni agli operatori della sanità
un grave errore la delibera dell’ATS di affidamento incarico ad un legale per indagare su “eventuali responsabilità” di RSA, Ospedali, Medici di medicina generale, singoli operatori sanitari proprio mentre sono già aperte indagini della Magistratura

Lascia davvero stupiti e indignati la Delibera con cui il Direttore Generale di ATS ha affidato ad un legale l’incarico di accertare eventuali responsabilità “riferibili alla gestione dell’emergenza COVID-19” all’interno di ATS, nella gestione dell’emergenza all’Ospedale di Alzano Lombardo, presso strutture pubbliche o private accreditate, presso le RSA, presso i Medici di Medicina Generale.
Tra i compiti istituzionali di ATS c’è quello dei controlli: se l’obiettivo dell’iniziativa fosse davvero quello, perché non si è attivato lo specifico Dipartimento? Non ci si fida della professionalità dei suoi operatori? Un avvocato può far meglio dei tecnici, soprattutto davanti ad un compito così ampio come verificare l’operato di ospedali, case di riposo, singoli medici,cioè centinaia di strutture e migliaia di operatori?

Ripresa del lavoro: la sicurezza dall’emergenza COVID-19 al primo posto

Ripresa del lavoro: la sicurezza dall’emergenza COVID-19 al primo posto

Sta crescendo con forza in questi giorni la spinta ad una ripresa dell’attività produttiva con riapertura delle aziende. L’obiettivo è quello di evitare un crollo dell’economia e un conseguente crollo occupazionale e delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Un obiettivo giusto, quindi, ma da perseguire nell’assoluta sicurezza e nel totale rispetto delle indicazioni che provengono dal mondo della scienza e della ricerca.

Gli Ordini dei medici di tutte le province della Lombardia contestano la gestione regionale dell’epidemia COVID-19 e avanzano alcune proposte

Gli Ordini dei medici di tutte le province della Lombardia contestano la gestione regionale dell’epidemia COVID-19 e avanzano alcune proposte

Si sta sempre più ingrossando il fiume delle critiche all’operato della Giunta Regionale nella gestione dell’emergenza COVID-19. Critiche non pregiudiziali e non ideologiche ma concrete e strettamente attinenti a come la Regione si è comportata rispetto ad alcune precise criticità: la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sanitari, la grave situazione nelle RSA, la trasparenza sul numero dei deceduti e dei positivi, il continuo conflitto (invece che la collaborazione) con la Protezione Civile e il Governo nazionale, e infine la non disponibilità a mettere in discussione il “modello” anche quando è risultato evidente che l’aver lasciato in secondo piano il ruolo della medicina di territorio (Medici di Medicina Generale, Distretti, Assistenza Domiciliare) ha fatto confluire sugli ospedali un carico di pazienti, ormai aggravati, ben difficilmente sostenibile, con la catastrofe di lutti e sofferenze che tutti conosciamo.

Carenza di medici di assistenza primaria: raddoppiata in un anno

Carenza di medici di assistenza primaria: raddoppiata in un anno

Il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia pubblica oggi l’elenco degli Ambiti territoriali carenti di assistenza primaria: i posti vuoti in attesa di copertura sono 84, l’anno scorso alla stessa data (BURL 27 marzo 2019) erano 44. Ad essere particolarmente colpiti dalla carenza di medici sono tutti gli ambiti di montagna e persino territori collinari (Casazza, Sarnico, Sovere, Selvino, Brembilla).
Una drammatica carenza destinata a non essere superata tanto in fretta perché bisogna attendere che i medici iscritti all’apposito corso di specializzazione acquisiscano il titolo.
In un momento così difficile è una difficoltà in più.

Bergamo. 25 marzo 2020.
(or amb)

Un drammatico appello dei medici impegnati nelle cure al Papa Giovanni XXIII

“Il coronavirus è l’Ebola dei ricchi e richiede uno sforzo coordinato e transnazionale”
“stiamo imparando che gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19”
i firmatari dell’appello propongono un radicale cambio di prospettiva

Un gruppo di medici del Papa Giovanni direttamente impegnati nelle cure di pazienti COVID-19 ha diffuso, su una rivista internazionale, un drammatico appello a ripensare l’organizzazione dei sistemi sanitari e di quello lombardo in particolare.
Ecco il testo, tradotto in italiano da Fabio Sabatini, professore associato alla Sapienza di Roma.

“Lavoriamo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una struttura all’avanguardia con 48 posti di terapia intensiva. Nonostante Bergamo sia una città relativamente piccola, è l’epicentro dell’epidemia con 4.305 casi, più di Milano e di qualsiasi altro comune nel paese.