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Il porto delle nebbie: nessuna chiarezza sui temi centrali di adeguamento del modello lombardo alle regole nazionali del servizio sanitario

Una “bozza riservata” presenta indicazioni generiche e a volte contraddittorie di revisione della Legge 23.
Disattese le richieste di ristrutturare e potenziare i Dipartimenti di prevenzione.

Il 16 dicembre 2020 il Ministro della Salute inviava al Presidente della Regione Lombardia una lettera che, sulla base di un documentato studio elaborato da AGENAS in collaborazione con la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, si concludeva stabilendo in 120 giorni il tempo ritenuto congruo per modificare la Legge 23/2015 (la cosiddetta riforma sanitaria lombarda) allineandola alle norme nazionali. Mancano quindi ormai pochi giorni allo scadere del termine ma ancora non si intravvede alcuna proposta di Legge Regionale che possa dare un’idea definita della direzione che la Giunta Regionale intende perseguire.

Incontro ATS Cgil-Cisl-Uil del 18 marzo

Un quadro ottimistico e rassicurante che purtroppo non rispecchia la realtà.
Le nostre proposte al Direttore Generale ATS.

Si è svolto lo scorso giovedì 18 marzo l’incontro delle Organizzazioni Sindacali col Direttore Generale ATS dott. Massimo Giupponi per il periodico monitoraggio della situazione provinciale rispetto al contrasto alla pandemia.
Ci è stato dipinto un quadro rassicurante e ottimistico della situazione, ma basta aprire i giornali o sentire un TG per imbattersi in una realtà molto diversa. Non che siano state fornite informazioni false (sugli organici della prevenzione ATS però, sicuramente reticenti) ma prevalentemente orientate a valorizzare il lavoro svolto dall’ATS e a vantare importanti risultati. Purtroppo negli stessi giorni, se non nelle stesse ore, sui giornali locali si leggevano titoli come “Prima dose e richiamo. La Bergamasca fanalino di coda” (Eco di Bergamo), “Verso l’esaurimento di posti di terapia intensiva COVID” (Corriere BG), oppure “Estremamente fragili, l’attesa infinita” (Eco di Bergamo). Non ci si può certo aspettare che il Direttore dell’ATS si metta sparare sull’azienda che dirige, anche se il cattivo esempio, su questo, lo stanno dando proprio i suoi superiori Fontana, Moratti e Bertolaso.

Mentre si avvicina la zona rossa, Regione Lombardia cambia la piattaforma per la prenotazione delle vaccinazioni

Esautorato l’ente regionale A.R.I.A. protagonista di disastrose e costose operazioni (dalla tessera sanitaria all’acquisto dei vaccini anti-influenzali). Ora la gestione passerà alle Poste.

Che il sistema informatico regionale avesse seri problemi non c’era bisogno dell’esperienza COVID per saperlo. Lo sapeva chiunque avesse avuto necessità di accedere a qualche prestazione di bonus regionale o alle varie doti (da ultimo l’inaccessibile bonus per assistenti familiari). Ora, però la situazione è diventata insopportabile: i giornali sono pieni di testimonianze raccolte da persone anziane inviate, per le vaccinazioni anti COVID-19, a chilometri di distanza o avvisate poche ore prima della convocazione o, ancora, per i numerosi casi di difficoltà di accesso.
C’è da chiedersi come mai un territorio, che in materia di tecnologia e servizi è all’avanguardia non solo in Italia, per i servizi di Regione Lombardia mostri, invece, inefficienza e inadeguatezza. Basta guardare i numeri: alla data del 4 marzo in Lombardia solo il 68,5% dei vaccini ricevuti è stato utilizzato, al 13° posto dietro Molise, Sicilia, Abruzzo e su su fino al Trentino Alto Adige, al primo posto con l’84,9%.

Piano vaccinazioni: CGIL CISL UIL hanno incontrato il Direttore Generale di ATS

PIANO VACCINAZIONI . Un Piano c’è, ma ci sono ancora molte incognite.

CGIL CISL UIL (Confederazione e sindacati dei pensionati) hanno incontrato oggi il direttore generale di ATS, dott. Massimo Giupponi, per un periodico confronto su quanto le strutture sanitarie stanno facendo per contrastare la pandemia COVID-19.
Il Piano che ci è stato presentato prevede una campagna vaccinale articolata in cinque livelli:

Finalmente si comincia a discutere di come cambiare il "modello lombardo" di sanità

Dal Ministero della Salute concessi 120 giorni a Regione Lombardia per definire i cambiamenti della Legge 23/2015. Si intravede la scomparsa o il ridimensionamento delle ATS.

Poiché la salute non è materia di “legislazione esclusiva” della Regione ma di “legislazione concorrente” con lo Stato (che ha il compito di definire i Livelli Essenziali e i “principi fondamentali”, art. 117 Cost.), Regione Lombardia, pochi mesi dopo aver approvato la Legge 23 (11 agosto 2015 “Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo”) è dovuta correre ai ripari approvando, con la legge 41/2015, una correzione che definiva come “sperimentale per una durata di cinque anni” il modello della “riforma”. I cinque anni vengono ora al termine e decisioni di conferma o modifica non possono più essere evitate, tant’è vero che il Ministro Speranza ha inviato una lettera formale al Presidente Fontana fissando un termine di 120 giorni per intervenire con provvedimenti correttivi.

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