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SICUREZZA SUL LAVORO| Presidio il 16 novembre in Prefettura

presidio di CGIL, CISL e UIL
16 novembre 2018, ore 17
davanti alla Prefettura di Bergamo

In Lombardia da gennaio a settembre 2018 sono avvenuti 113 infortuni mortali, contro i 94 del 2017. A Bergamo 16 infortuni mortali (17 ad ottobre 2018), 12 nel 2017. Sempre in Lombardia si registrano 87.115 infortuni sul lavoro dichiarati, contro i 86.614 del 2017. A Bergamo 10.080 mentre nel 2017 sono stati 10.413, in lieve diminuzione.
Dato poco conosciuto sono le malattie professionali, a settembre 2018 in Lombardia le denunce di malattia professionale sono state 3.094 contro le 2.933 del 2017, a Bergamo 887 rispetto alle 917 del 2017 (dati OPEN DATA INAIL aggiornati a settembre 2018).
Numeri inaccettabili a cui non possiamo e dobbiamo abituarci! La sicurezza sul lavoro deve essere al primo posto rispetto a tutto il resto. Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno definito il momento come una “vera emergenza provinciale” che non possiamo accettare semplicemente con la motivazione che “se cresce il lavoro crescono gli infortuni mortali”. Le cause vanno ricercate soprattutto nei mancati investimenti aziendali in materia di prevenzione e protezione dai rischi specifici, e la mancanza della cultura della sicurezza che stenta a diventare patrimonio comune.
A livello europeo, l’Italia è l’unico paese in cui è assente una strategia nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro che preveda politiche di prevenzione, maggiori risorse da impiegare e chiari obiettivi da raggiungere. Nell’ambito formativo e utile rivedere il sistema di accreditamento degli enti formativi riconosciuti, con verifiche puntuali e periodiche degli stessi.
E’ necessario rendere più omogenea la composizione della formazione erogata: formare nella stessa classe un parrucchiere e un tornitore non è il modo migliore e più efficace per fare sicurezza. Serve responsabilità sociale da parte delle imprese affinché la formazione erogata sia efficace, realmente compresa dai lavoratori e, in particolare, continua.
Per questo le imprese devono promuovere azioni concrete di prevenzione e investire su sicurezza e salute. Va rilanciata la “contrattazione della sicurezza” come definito all’interno del documento unitario di Cgil, Cisl e Uil approvato dall’assemblea nazionale dei RLS tenutasi a Mestre il 19 gennaio 2018. Va costruita una “filiera dei diritti e della sicurezza” onde evitare forme di lavoro irregolari, in particolare nella filiera degli appaltatori e fornitori verificando l’applicazione del CCNL e la elezione del RLS.
Pur ritenendo positivo il protocollo sottoscritto con la Prefettura il 31 gennaio 2018, con tutte le parti sociali, Enti Bilaterali, Autorità di vigilanza e quaranta soggetti interessati, questo non basta ad attenuare la situazione.
E’ necessario potenziare la rete di controllo presente sul nostro territorio bergamasco! Le cinque assunzioni di tecnici, a tempo determinato per tre anni, annunciate presso il PSAL di Bergamo, sono da considerarsi insufficienti rispetto alla forte presenza manifatturiera. Pertanto riteniamo non più rinviabile un potenziamento significativo degli organici con compiti ispettivi.
Vanno coinvolti maggiormente gli RLS che sono la voce dei lavoratori nei confronti del datore di lavoro e la loro partecipazione attiva a tutte le fasi previste dalla normativa in un rapporto diretto e costruttivo con gli RSPP.
Per tutte queste ragioni chiediamo alle associazioni datoriali di assumere l’obiettivo della sicurezza come discrimine del “fare impresa” come codice etico a tutela della principale risorsa di cui dispongono le donne e gli uomini che lavorano.
Con il presidio di oggi Cgil, Cisl e Uil di Bergamo condividono l’apertura di una fase straordinaria di assemblee sindacali, da effettuarsi in tutti i luoghi di lavoro, per condividere e dibattere con i lavoratori e le lavoratrici i temi sopra richiamati.