| CGIL | CISL | UIL |
| Bergamo | ||
Ai Sindaci dei Comuni
della provincia di Bergamo
Oggetto: applicazione riforma “Moratti” nella scuola d’infanzia, elementare e media
Egregio Signor SINDACO
Nell’imminenza della scadenza per le iscrizioni, prevista, se non ci saranno rinvii, al prossimo 25 gennaio 2004, e in relazione ai contenuti del Decreto Legislativo (di cui si conoscono solo la bozza e gli emendamenti proposti dall’ANCI) applicativo della Legge 28 marzo 2003 n. 53 (la cosiddetta “Riforma Moratti”) le Organizzazioni Sindacali Cgil Cisl Uil si rivolgono ai Sindaci per chiedere un loro intervento affinché siano salvaguardati livelli di erogazione dei servizi scolastici che rispondono sia ad esigenze educative degli alunni che ad esigenze delle famiglie ed in particolare di quelle in cui entrambi i genitori lavorano.
Se, come auspicabile, gli emendamenti proposti dall’ANCI venissero accolti nella versione definitiva del Decreto attuativo della riforma, sarebbe scongiurato il rischio di un drastico ridimensionamento del tempo scuola, ed in particolare dei modelli di tempo pieno per la scuola elementare e di tempo prolungato per la scuola media, ma resterebbe in ogni caso il problema di assicurare alle scuole una dotazione organica sufficiente per qualificare con contenuti formativi l’offerta di tempo scuola. Per questo ci sembra importante un intervento delle SS.LL. presso le autorità scolastiche provinciali e regionali, a tutela delle dotazioni organiche, continuamente rimesse in discussione nella nostra provincia, al fine di confermare, in questo momento di passaggio, almeno l’organico ad oggi presente nelle scuole sia come organico di istituto sia come organico di sostegno (in relazione alle effettive iscrizioni ed a parametri vigenti). Questa minima garanzia tutelerebbe la progettualità delle scuole per la definizione di una reale offerta formativa in sviluppo per anno scolastico, altrimenti il rischio in cui le scuole incorrono, e di conseguenza i servizi scolastici dei rispettivi comuni, è una confusione sulla reale organizzazione del servizio ed un impoverimento dell’offerta per l’a.s. 2004/05.
A livello di singole istituzioni scolastiche ci sembra importante rafforzare i momenti di cooperazione tra Amministrazioni Comunali e organi di gestione collegiale della scuola affinché alla formulazione del piano dell’offerta formativa si giunga attraverso un percorso condiviso che eviti alcuni rischi possibili nella programmazione delle attività opzionali e facoltative: il rischio di rottura dell’unitarietà del curricolo con conseguenti gerarchia tra discipline e soprattutto il rischio di accentuare la “tendenza ad una diversificazione strutturale dei percorsi degli alunni e dei risultati attesi che potrebbe anche favorire l’organizzazione per classi o gruppi di allievi differenziati per livelli di capacità” (Pronuncia del Consiglio Nazionale della Pubblica istruzione in data 17 dicembre 2003). In sostanza, si chiede alle Amministrazioni Comunali di sostenere le iniziative che le scuole, attraverso i referenti di cui alla Legge 59/97 e relativo DPR 275/99 in tema di autonomia scolastica, stanno predisponendo anche per quanto riguarda la valorizzazione delle professionalità presenti nelle scuole stesse; di operare perché venga evitato il rischio di formazione di classi ghetto (o scuole ghetto, in particolare per quanto riguarda l’ipotesi di scuole polo per “soggetti deboli o difficili”) nelle quali vengano accentuate le differenze dovute ai diversi livelli culturali e sociali delle famiglie di provenienza degli alunni.
Chiediamo, inoltre, che le Amministrazioni Comunali esprimano alle scuole pieno sostegno all’esercizio della loro autonomia didattica ed organizzativa (peraltro tutelate dalla Costituzione nella recente riforma del Titolo V) e quindi alla salvaguardia dei modelli di funzionamento adottati, escludendo la forzata omologazione ad un unico modello di funzionamento in particolare rispetto alle modalità con cui ogni singola scuola assicura la funzione tutoriale o l’unitarietà e corresponsabilità del gruppo docente.
Per quanto attiene la scuola dell’infanzia, mentre si condividono le osservazioni espresse dall’ANCI sia rispetto all’ingresso di bambini di 2 anni e mezzo (con conseguenti ampliate esigenze di strutture ed arredi, di formazione del personale, di presenza di nuove figure professionali), sia rispetto alle difficoltà di generalizzare l’offerta formativa senza trasferimento di risorse adeguate, si fa presente che nella provincia di Bergamo l’offerta di posti è ampiamente insufficiente e sono diffuse le liste d’attesa con conseguenti gravi disagi per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori. Per questo ci pare opportuno giungere a protocolli di intesa tra Amministrazioni Comunali e scuole che regolamentino l’accesso di bambini anticipatari, sulla base delle effettive disponibilità di posti, di organico, di risorse, anche in relazione all’esistente offerta di posti-nido che non deve subire destrutturazioni.
Si auspica, pertanto, un ruolo attivo e collaborativo delle Amministrazioni Locali verso la nuova progettualità connessa ai processi di riforma, anche per gli aspetti problematici prima richiamati ed evidenziati dall’ANCI.
Mentre si dichiara la disponibilità ad incontri e confronti nel merito dei problemi evidenziati, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
Bergamo, 7 gennaio 2004.
Cgil -
(Orazio Amboni)
Cisl -
(Sergio Manzoni)
Uil -
(Sebastiano Testa)