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In
riferimento all'articolo del maxiemendamento alla manovra economica che
prevede l'assolvimento dell'obbligo scolastico nella Formazione Professionale e
nei percorsi sperimentali della cosiddetta "Sperimentazione Moratti",
allego un comunicato CGIL Bergamo:
La possibilità di assolvimento dell’obbligo scolastico nella Formazione
Professionale regionale e nei corsi triennali della cosiddetta
“Sperimentazione Moratti”, senza nessun vincolo ai programmi unitari del
biennio di scuola superiore e senza requisiti di qualità per l’accreditamento
delle agenzie formative autorizzate allo svolgimento dei corsi, condanna questo
delicato segmento della formazione ad una condizione di marginalità e di
subalternità rispetto agli altri percorsi.
Ogni Regione potrà dar vita a propri percorsi professionali senza un quadro
unitario nazionale e senza un raccordo con il resto del mondo della scuola.
Il provvedimento fa diventare definitiva, senza alcuna verifica, la
“sperimentazione” dei corsi triennali, reintroduce di fatto la scelta
precoce a 14 anni e la canalizzazione in un percorso separato, destinato ai
ragazzi più fragili e provenienti dai ceti sociali economicamente e
culturalmente meno favoriti.
Invece che proseguire nel processo di riforma della scuola superiore
valorizzando, in un contesto di ampia unitarietà, le forme di apprendimento più
centrate sulle esperienze concrete e l’attività laboratoriale, il Governo ha
preferito prendere questa scorciatoia che lascia immutata, anzi rafforza, la
gerarchia degli ordini scolastici e la concorrenzialità tra formazione e
istruzione professionale. Questa scelta, peraltro, contribuisce ancor di più a
staccare la Formazione Professionale dal mondo del lavoro (formazione continua,
formazione permanente, percorsi per adulti e lavoratori) indirizzandola
esclusivamente (come già avviene nella nostra provincia) sul segmento 14-16
anni.
Nella nostra provincia questi corsi sono frequentati da circa 1250 ragazzi
suddivisi in 59 corsi cui si deve aggiungere una quindicina di corsi non
finanziati (quindi a totale pagamento delle famiglie). L’introduzione dl
sistema della “Dote” da parte della Regione Lombardia ha creato caos e
incertezza, al punto che ancora oggi, a meno di due mesi
dall’inizio delle lezioni, non si sa quanti alunni potranno frequentare
l’anno prossimo, se saranno accolti gli alunni bocciati da altri tipi di
scuole e dalla stessa formazione professionale e coloro che, su indicazione dei
docenti o per scelta propria, desiderano cambiare percorso di studi.
Evidentemente, ai proclami sull’importanza e la centralità di questo tipo di
corsi non corrisponde, da parte della Regione, una conseguente azione
amministrativa.
Bergamo, 19 luglio 2008.
Franca Longoni
(Sportello Genitori Cgil Bergamo)
Orazio Amboni (Dipartimento Welfare Cgil Bergamo)
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