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INDAGINE
CGIL SU UN CAMPIONE DI SCUOLE
AUMENTA LA RICHIESTA DI TEMPO PIENO; A FATICA LE SCUOLE RIESCONO A SALVAGUARDARE
L'ETEROGENEITA' DELLE CLASSI E L'IMPIANTO ORGANIZZATIVO
Lo
Sportello Genitori della CGIL di Bergamo ha realizzato un'inchiesta in un
campione di scuole bergamasche per verificare l'impatto della riforma Moratti
sull'avvio del nuovo anno scolastico.
Ecco il Comunicato Stampa di Pierfranca Longoni, responsabile dello Sportello
Genitori.
COMUNICATO
L’avvio
della riforma è stato annunciato come una partenza ordinata di scuole con
organico assegnato e completo, riconfermando l’organico precedente. Da un
primo sondaggio presso un campione di scuole della bergamasca la situazione
appare meno rosea.
Intanto le scuole hanno ancora molti docenti non assegnati perché le nomine
proseguiranno fino al 15 del mese e non sono poche le situazioni che ancora non
possono garantire ai genitori la realizzazione concreta della loro offerta
formativa. In alcuni (pochi) casi i genitori saranno richiamati a scegliere il
modello orario solo dopo che i dirigenti avranno verificato l’effettiva
presenza di risorse in organico dei docenti richiesti.
Rispetto all’offerta dell’anno scorso hanno perso 3 ore curricolari le
classi prime delle scuole secondarie di primo grado (scuole medie) a tempo
prolungato; in compenso la maggioranza delle classi prime a tempo normale ha
avuto la possibilità di un lieve incremento dell’offerta oraria passando
dalle 30 ore settimanali alle 32-33 ore. Ciò conferma, anche a Bergamo, la
forte domanda di tempo scolastico prolungato cui vengono date risposte
insufficienti.
In generale le scuole sono riuscite, grazie all’impegno dei docenti e della
dirigenza e grazie anche al fatto che in gran maggioranza i genitori non hanno
scelto l’orario minimo di 27 ore, a mantenere l’esistente, a continuare ad
offrire i laboratori precedentemente attivati.
La diminuzione dell’organico in quest’anno scolastico, che pure c’è
stata, non manifesta ancora i caratteri dirompenti che potrebbe assumere a
partire dall’anno scolastico 2005-6 con la progressiva implementazione del
modello Moratti, ma la netta diminuzione delle compresenze, la fine del doppio
organico nel modello del vecchio Tempo Pieno, la scarsità di risorse per
progetti relativi agli alunni stranieri renderanno problematico produrre scelte
inclusive e di sostegno agli alunni in difficoltà o svantaggiati.
Per quanto riguarda la definizione dei docenti tutor la maggioranza delle scuole
è in attesa della chiusura della trattativa fra Ministero e Sindacati che si
annuncia ancora tutta aperta e difficile soluzione.
L’aver affidato ai genitori la scelta del modello orario ha creato rischi di
disomogeneità nella formazione delle classi. In molte scuole si è riusciti ad
ottenere scelte omogenee verso il modello proposto dalla scuola, in altre si
sono organizzate le attività facoltative tutte al pomeriggio per mantenere una
composizione eterogenea delle classi (con buona pace delle raccomandazioni
ministeriali sulla collocazione oraria di tali attività all’interno del
curricolo e con il rischio di un loro scivolamento nel doposcuola).
In ogni caso non sono pochi i genitori che hanno percepito come fittizia la loro
libertà di scelta e/o che, in conformità agli indirizzi ministeriali, hanno
maturato un atteggiamento individualistico verso il servizio scolastico,
accostando la scuola con richieste (o addirittura pretese) del tutto individuali
poco conciliabili con un modello di scuola partecipata e per tutti.
Bergamo, 8 settembre 2004.
Pierfranca Longoni - Responsabile
Sportello genitori CGIL Bergamo