
Bollettino dello Sportello Genitori Cgil Bergamo
Sommario del numero di Luglio
| Tagli contro
la scuola di qualità Cancellati i progetti delle scuole; a rischio le attività più qualificanti. |
Servizio
civile volontario Parte a fatica il nuovo servizio civile |
| La
scuola dell'obbligo è ancora gratuita? Inchiesta Cgil sui "contributi" richiesti alle famiglie per l'iscrizione nelle scuole bergamasche |
Diritto
allo studio universitario Scadono il 30 settembre i termini per la richiesta di borse di studio |
| Pagelle in
lingua straniera Una proposta della Regione per rendere comprensibili le pagelle anche ai genitori di alunni stranieri |
Rete
scolastica: Un nuovo organismo provinciale Il vecchio Consiglio Scolastico Provinciale sarà sostituito da un nuovo organismo |
| Calendario
Scolastico Pubblichiamo i dati esatti della delibera regionale; nello scorso numero avevamo pubblicato, per errore, il calendario del 2001-02 |
La
"Sperimentazione Moratti" partirà anche a Bergamo Si sperimenta una legge non ancora approvata; un colpo di spugna sui progetti di collaborazione tra istituti superiori e formazione professionale |
tagli
contro la scuola di qualità
Da una parte promesse di
investimenti pluriennali per la scuola, dall’altra blocco delle assunzioni,
tagli agli organici e mancata nomina di presidi: cancellati i progetti delle
scuole
Il
Ministro Moratti ha bloccato l’assunzione in ruolo di 30.000 docenti vincitori
di concorso in quanto il
Tesoro nella prossima Legge Finanziaria non prevede fondi a tal fine (ma nei
mesi scorsi con una legge apposita ha immesso in ruolo, senza problemi, 13.000
docenti di religione).
Nonostante le promesse elettorali di investimenti pluriennali significativi per
il miglioramento della scuola pubblica, le iniziative concrete del suo ministero
vanno nella direzione dei tagli.
Nessuna istituzione di nuovi posti di lingua straniera
Nella scuola elementare per l’anno scolastico 2002/3 potranno essere
autorizzati nuovi posti per insegnanti di lingua straniera solo se necessari al
prolungamento dell’insegnamento già avviato nell’anno scolastico
precedente. Nessun insegnamento di lingua 2 sarà dunque avviato nelle scuole
dove mancava, anche se la cosa non riguarda la nostra provincia dove la lingua
straniera è a regime in quasi tutte le scuole. Problemi invece per le scuole
dove la lingua straniera viene insegnata fin dal primo anno.
Blocco del tempo pieno
Lo stesso discorso vale per il tempo pieno, garantito solo in quelle classi
dove già c’è.
Sostegno
all’handicap in diminuzione
L’insegnante di sostegno per gli alunni portatori di handicap è garantito
dalla legge, ma in pratica in Lombardia non sarà più possibile mantenere il
rapporto 1 a 2 (un docente ogni due alunni) fino ad ora rispettato. Infatti
nella nostra regione si registra un taglio di 1.185 posti d’insegnamento fra
scuola materna, elementare, media e superiore.
Riduzione dell’organico
Per quanto riguarda Bergamo (città e provincia), a fronte di un aumento,
seppure lieve, di studenti nei vari ordini di scuola [scuola materna +311,
scuola elementare +292, scuola media inferiore +19, scuola superiore +801], si
ha una riduzione complessiva di -152 posti d’insegnamento.
Non continuità didattica alle scuole superiori
Nella scuola superiore la riduzione dei posti in organico è dovuta in gran
parte ad una razionalizzazione: i docenti con cattedre inferiori alle 18 ore
d’insegnamento dovranno completare l’orario lavorando in classi nuove.
Questo però comporterà problemi di discontinuità didattica ed in alcuni casi
la fine di utilizzazione su progetti delle ore eccedenti (nelle scuole
“virtuose” che tale utilizzazione prevedevano).
A rischio i progetti negli Istituti Comprensivi
Negli Istituti Comprensivi il taglio degli organici rischia di compromettere
il buon esito di sperimentazioni e attività che richiedono personale docente
specifico. Se nell’anno scolastico 2001/2 a Bergamo (capoluogo e provincia)
sono stati realizzati 124 progetti, per il nuovo anno le richieste sono salite a
147; a causa dei tagli al massimo solo 18 progetti saranno autorizzati.
L’orientamento è quello di autorizzare, e solo parzialmente, i progetti per
ridurre le liste di attesa nella scuola materna, quelli per la lingua straniera
e l’integrazione degli alunni stranieri privilegiandoli rispetto ai progetti
sulla dispersione scolastica, l’informatica e l’indirizzo musicale (4 nelle
scuole medie della nostra Provincia). Si potrebbe dare il caso di Comuni che
hanno già investito per l’acquisto di laboratori musicali che rischiano di
non essere utilizzati per mancanza di insegnanti di musica.
La logica del risparmio, imposta dal ministro Tremonti che deve recuperare
risorse per consentire al Governo di mantenere le promesse sulla diminuzione
delle tasse, si interseca con l’intendimento del Ministro dell’Istruzione
(non più pubblica) di avviare la riforma che prevede l’insegnante unico e/o
prevalente nei due primi cicli della scuola elementare e la riduzione del
curricolo a 25 ore, il che prelude ad una diminuzione dei docenti di circa
300.000 unità. Intanto a farne le spese sono le scuole autonome che vedono
diminuire le risorse per l’innovazione didattica, per le “nuove
educazioni” (all’ambiente, alla pace, all’intercultura…) e per il
sostegno all’apprendimento.
(a
cura della redazione)
la scuola dell’obbligo è ancora gratuita?
La
gratuità dell’istruzione obbli-gatoria, sancita dalla Costituzione, sta
subendo una lenta, ma continua cancellazione. In forme diverse (per
assicurazioni integrative, laboratori, fotocopie..) sono molte le scuole che
chiedono contributi alle famiglie. Nella scuola elementare l’iscrizione è
ancora rigorosamente gratuita, ma le attività integrative svolte durante
l’anno scolastico spesso si reggono sul contributo delle famiglie, un
contributo diversificato in rapporto ai fondi che le Amministrazioni Comunali
destinano alla scuola del loro territorio nel piano di diritto allo studio. Così
ci sono scuole “povere” costrette a chiedere soldi persino per le fotocopie
e “scuole ricche” che possono offrire corsi di nuoto e visite d’istruzioni
a costo zero.
Quello che non torna è la
sottovalutazione del reddito famigliare: i contributi scolastici non sono
agganciati al parametro del reddito e sono richiesti a tutti indifferentemente.
Parrebbero pochi soldi, ma se si sommano alla retta per la mensa, al costo del
pre o post-scuola a cui molte famiglie con genitori entrambi lavoratori devono
ricorrere, al contributo per il trasporto, al costo dei libri di testo e del
materiale didattico e a volte al contributo per il doposcuola, si può capire
che le spese scolastiche sono rilevanti.
Nel primo anno delle scuole superiori i costi poi si impennano sia per la
rilevanza del prezzo dei libri di testo e dei dizionari sia perché poche scuole
considerano che questo primo anno rientra appieno (almeno per ora) nel percorso
obbligatorio d’istruzione. Come si può vedere nella tabella riportata
accanto, il contributo chiesto per la frequenza della classe prima, anche se
“addolcito” dall’avviso che si tratta di contributo facoltativo o
volontario, è in alcuni casi rilevante.
Perché tanta differenza fra le scuole? Anche qui vi sono “scuole ricche”
che possono contare su introiti dovuti ai servizi offerti al mondo economico
(perizie, prove di laboratorio, consulenze…) ed altre “povere” che possono
contare solo sulle famiglie, non gestendo attività remunerative. In alcuni casi
la capacità “negoziale” del Dirigente e del Consiglio d’Istituto permette
di trovare sponsor; la capacità di mettersi in rete con altri Istituti di
realizzare risparmi e la capacità progettuale di attingere a fondi europei.
Quello che conta è che i contributi delle famiglie siano realmente spesi per i
laboratori e i progetti educativi rivolti agli alunni (e su questo dovrebbero
vigilare i rappresentanti dei genitori in Consiglio d’Istituto ed i Comitati
genitori). Anche qui sarebbe necessario che il parametro del reddito fosse
valutato per chiedere una contribuzione proporzionale alle capacità economiche
diversificate delle famiglie. L’ISEE
(indicatore della situazione economica) potrebbe essere lo strumento per
introdurre elementi di una più equa raccolta di risorse per le scuole.
Nota: Nella tabella sono riportati i contributi richiesti per
l’istituto; ad essi vanno aggiunte le tasse statali che ammontano ad € 21,17
per le classi II ed € 15,13 per le successive classi. Le classi prime sono
esenti da contributi governativi. La quota dell’istituto comprende
l’assicurazione alunni.
Istituti Superiori |
Contributo iscrizione cl. 1 – in € |
Contributo iscriz. altre classi - in € |
|
ILS “Falcone” - Bergamo |
51,65 |
|
|
IMS “Suardo” - Bergamo |
60 |
60 |
|
IMS “Milani” - Romano |
25 |
|
|
IPIA “S.Pellegrino” |
198 |
|
|
IPC “Caniana” - Bergamo |
15 |
77,47 |
|
IPC “Zenale” - Treviglio |
61,97 |
Turistico
144,61 |
|
IPIA “Pesenti” - Bergamo |
9 |
65 |
|
IS “Romero” - Albino |
62 |
62 |
|
IS “Fantoni” - Clusone |
/ |
77 |
|
IS - Dalmine |
8 |
62 |
|
IS - Gazzaniga |
35 |
90 |
|
IS - Lovere |
/ |
Licei
26 |
|
IPIA “Galli & Puglisi” - Bergamo |
60 |
Galli
65 |
|
IS “B. Ambiveri” – Ponte S.P. |
77,47 |
77,47 |
|
IS “Maironi” - Presezzo |
|
|
|
IS - Romano |
26 |
103 |
|
IS - Seriate |
43 |
73 |
|
IS - Trescore |
26 |
78 |
|
IS “Mozzali” - Treviglio |
6,5 |
67,14 |
|
IS “Weil” - Treviglio |
facoltativo 41,32 |
77,46 |
|
IS - Zogno |
10 |
55 |
|
ITAS - Bergamo |
15,49 |
51,65 |
|
ITAS - Treviglio |
26 |
51,65 |
|
ITC “Belotti” - Bergamo |
45 |
60 |
|
ITC “Vittorio Em” - Bergamo |
65 |
65 |
|
ITC “Majorana” - Sarnico |
43 |
Professionale
84 |
|
ITC “Oberdan” - Treviglio |
/ |
77 |
|
ITG “Quarenghi” - Bergamo |
/ |
12,92 |
|
ITI “Natta” - Bergamo |
25 |
77,47 |
|
ITI “Paleocapa” - Bergamo |
15 |
90 |
|
L Artistico - Bergamo |
62 |
62 |
|
ITI “Marconi” - Dalmine |
6,20 |
78,50 |
|
L “Sarpi” - Bergamo |
56,81 |
56,81 |
|
LS - Alzano |
11 |
da
11 |
|
LS “Lussana” - Bergamo |
volontario 100 |
100 |
|
LS Mascheroni” - Bergamo |
93 |
93 |
|
LS - Caravaggio |
60 |
120 |
pagelle in lingua straniera?
Pagelle
in lingua madre per i figli degli immigrati: l’assessore regionale Gian Carlo
Abelli ha varato il Progetto “Tutti uguali, tutti diversi” che dal prossimo
anno scolastico consentirà ai genitori stranieri di leggere le pagelle dei
figli (sia i risultati disciplinari che la valutazione finale) nella loro lingua
d’origine. Il progetto, che si avvarrà di un programma computerizzato
elaborato dai docenti in collaborazione coi mediatori culturali, ha lo scopo di
facilitare l’integrazione sociale e lavorativa degli extracomunitari che
risiedono in Lombardia e rientra in un pacchetto di misure per il superamento
delle barriere razziali da 5 milioni di euro. Ma la Lega insorge, grida alla «beffa»
per i lombardi, vittime, a dir loro, «di una colonizzazione mediterranea che ha
cancellato culture, valori e tradizioni locali» e annunciano che il loro
partito «farà tutto ciò che rientra nelle sue possibilità per osteggiare
l’iniziativa che considera un esborso di denaro pubblico inutile e dannoso ».
“Lingua locale a scuola, altro che lingue d’importazione” Noi non
riusciamo a capire come si possa chiedere la difesa della propria identità
linguistico-culturale senza battersi anche per la difesa dell’altrui identità.
Pensiamo
comunque che i soldi a disposizione sarebbero meglio spesi per garantire in
tutte le scuole con studenti stranieri la presenza di mediatori linguistici ed
il rafforzamento dei progetti di sostegno. Il dialogo con le famiglie straniere
non si riduce al momento della consegna delle pagelle! Con loro, come con i
genitori italiani, la comunicazione fra scuola e famiglia e la creazione di
condivisi patti educativi è lavoro periodico e continuo.
servizio civile volontario: un difficile decollo
La
leva obbligatoria sta per finire (la data prevista è il 2004) ed è stato
emanato il primo bando (G. U. del 22.03.02 n.23) per la selezione di 1.095 posti
in attuazione alla nuova legge sul Servizio civile volontario. Ammessi a
partecipare alla selezione i cittadini e le cittadine italiane che al momento
della presentazione della domanda hanno compiuto il diciottesimo e non superato
il ventiseiesimo anno di età, nonché i cittadini riformati per inabilità al
servizio militare. La durata del servizio civile è stata fissata in 12 mesi.
Ai volontari in servizio civile spetta una paga di Euro 433,82 al lordo
della ritenuta fiscale (18%). Le informazioni sul servizio civile volontario e
sui progetti di impiego elaborati dai Comuni e dagli Enti ammessi sono visibili
nel sito internet: http://www.serviziocivile.it.
La domanda d'ammissione, redatta in carta semplice e corredata da fotocopia di
valido documento di identità personale, andava inoltrata entro il 6 maggio
scorso, corredata da schede scaricabili dal sito internet www.serviziocivile.it.
Analizzando le risposte al primo bando emergono i seguenti dati: al Nord, su 590
posti disponibili, sono state presentate 161 domande di cui 113 accettate
coprendo il 23% delle disponibilità; al Centro la percentuale degli ammessi ha
coperto il 63% delle disponibilità; al Sud invece, su 262 posti da coprire le
domande pervenute sono state 782 e l’assegnazione ha coperto l’85% dei posti
disponibili.
Appare evidente che i ragazzi e le ragazze del Nord Italia sono attratti da
prospettive di lavoro, mentre al Sud il contributo mensile offerto è
considerato appetibile da molti più giovani, data la disoccupazione elevata.
Sono 6.000 gli Enti che richiedono l’aiuto volontario dei giovani: occorrerà
che scuole e famiglie sensibilizzino i ragazzi ad un’esperienza di aiuto
sociale che può diventare significativa sia per i contenuti etici e
solidaristici che promuove sia per la scoperta delle proprie attitudini e
dell’autonomia che promuove.
Presso
la CGIL di Bergamo sono attivati 5 progetti di servizio civile (di cui uno
femminile); a fianco di quello funzionante da anni per Terza Università, si
sono aggiunti un progetto per l’Ufficio Diritti, uno per la Biblioteca “Di
Vittorio”, uno per ricerche sulla condizione giovanile e uno per lo sportello
donna.
diritto allo studio universitario
Presso
gli ISU (Istituti per il diritto allo studio universitario) presenti presso
tutte le sedi degli Atenei è possibile trovare i bandi per le borse di studio e
di servizi relativi all’anno Accademico 2202/3 da assegnare agli studenti in
possesso di particolari condizioni socio-economiche e di reddito.
La Regione Lombardia ha infatti approvato criteri e procedure per la loro
attribuzione. La presentazione delle domande per gli studenti interessati è
fissata per il 30 Settembre 2002
rete scolastica: un nuovo Organismo provinciale
E’
stato presentato lo schema d’attuazione del “Comitato Provinciale di
indirizzo e coordinamento della rete scolastica e provinciale” in un incontro
a cui l’Amministrazione provinciale, d’intesa con l’Ufficio scolastico
Provinciale, ha invitato i Sindacati, lo scorso 4 Aprile. L’Organismo,
composto dagli Assessori all’Istruzione (o loro delegati) della Regione e
della Provincia, da un delegato del Direttore Generale per la Lombardia, dal
Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditore agli Studi), da
4 Dirigenti scolastici, da 4 Assessori Comunali designati dalla Conferenza degli
Assessori all’Istruzione, nonché dal rettore dell’Università di Bergamo e
da un Assessore all’Istruzione delle Comunità montane, sarà affiancato da un
gruppo tecnico di lavoro e dovrà occuparsi dei processi di riforma e
decentramento in atto nel mondo dell’Istruzione: istituzione di nuove scuole,
dimensionamento, apertura o chiusura di corsi di studio, accorpamento o
sdoppiamento di scuole…
L’Organismo, che sostituisce il vecchio Consiglio Scolastico Provinciale e i
Distretti, dovrebbe anche farsi carico di una sorta di concertazione
territoriale, individuando “forme permanenti di consultazione con associazioni
di genitori, studenti e soggetti rappresentativi del mondo produttivo, del
lavoro, delle professioni, della cultura e dell’associazionismo” come è
scritto nel protocollo sottoscritto il 4 Luglio 2001 fra le province lombarde e
la Direzione regionale del Ministero dell’Istruzione.
Non
sfugge a nessuno l’importanza che in tale organismo il mondo della scuola sia
rappresentato da persone che sappiano tutelare le esigenze di universalità del
servizio scolastico contro spinte localistiche che nella nostra Provincia sono
presenti.
CALENDARIO SCOLASTICO
Nel
precedente numero avevamo pubblicato, per errore, il calendario scolastico
regionale dell’anno scorso.
Ci
scusiamo per l’errore e riportiamo le date del nuovo anno scolastico2002/3
|
Inizio lezioni: |
10 settembre 2002 |
|
Termine lezioni: |
7 giugno 2003 |
|
Termine att. educative scuole infanzia |
30 giugno 2003 |
|
Vacanze Natalizie: |
dal 23.12.2002 al 6.1.2003 |
|
Vacanze Pasquali: |
dal 17.4.2003 al 27.4.2003 |
|
Altre vacanze: |
2 novembre 2002 |
La
“Sperimentazione Moratti” partirà
anche a Bergamo:
Riportiamo
il
comunicato
di ANTONIO BETTONI (Segretario Cgil Scuola Bergamo) e di ORAZIO AMBONI
(Segreteria Cgil Bergamo) del 25 Luglio 2002
Sportello
Genitori - Via Garibaldi, 3 Bergamo
tel. 035/3594111, fax 035/3594459,
Lo sportello riapre per la consulenza il 5 Settembre 2002
Redazione del notiziario:
Attilia Pagani, Pierfranca Longoni, Deanna Battaglin, Bianca Goggia
Per ricevere gratuitamente informazioni e la rassegna stampa via E-Mail su
problemi educativi, scrivere a: genitori.cdlt@bg.lomb.cgil.it