Notiziario mensile n°1 gennaio 2002

Un'altra idea di scuola
La riforma del centro-destra è vicina; anzi no, è rinviata. Le divisioni nella maggioranza di governo modificano di giorno in giorno lo schema elaborato dal prof. Bertagna per conto del ministro Moratti….

 

    Il documento “Bertagna”: fra utopia  (poca) e rassegnazione (tanta)
        di Giancarlo Cerini

    Giornata della Memoria: per non dimenticare la Shoa

    Un'altra scuola è possibile: analisi critica della proposta di riforma scolastica Bertagna - Moratti


 

Il documento “Bertagna”: fra utopia  (poca) e rassegnazione (tanta)
di Giancarlo Cerini

..le conseguenze sociali del modello educativo che il testo della riforma Moratti propone (con una netta divaricazione dei percorsi formativi a 14 anni, di tipo "qualitativo") desta grandi preoccupazioni. Aleggia, magari al di là delle stesse intenzioni degli estensori, l’idea di una scuola "funzionalista" che deve collocare nella società a diversi livelli di responsabilità (con o senza compiti dirigenziali, si esplicita con molta ingenuità a proposito dei corsi di istruzione superiore, di minor pregio rispetto ai paralleli corsi universitari). La collocazione avverrà certamente secondo i meriti (e tra di essi "spicca" anche la "buona" condotta dell’allievo), ma ci si dimentica che senza un consapevole intervento educativo i meriti sono spesso frutto di contesti sociali e culturali di per sé avvantaggiati. Già oggi, ci ricordano le ricerche del Censis, il successo scolastico si "tramanda" da una generazione all’altra della stessa famiglia. Allora, perché accentuare questo "familismo" individualista, questo rapporto "personalizzato" con l’istituzione scolastica, quasi un "fai da te" che finisce per avvantaggiare i ceti sociali più avvertiti ? Dove sta, in questo approccio "liberista" la legittimità di un riferimento al pensiero di Don Milani, che pure campeggia in qualche pagina del documento? Insomma, molti commentatori hanno interpretato diversi passaggi del documento, nei quali la proposta culturale intenzionale della scuola diventa una "libera offerta" ai genitori (come nel caso della scuola dell’infanzia), come una rinuncia ad un ruolo più incisivo delle istituzioni scolastiche pubbliche. Non emerge l’idea-guida di una scolarizzazione "estesa" come sfida culturale, difficile ma affascinante; della scuola come luogo dell’incontro con la cultura che si fa stimolo dell’intelligenza e della conoscenza, fonte degli indi-spensabili "saperi di cittadinanza e responsabilità". E’ emblematico che perfino la Confindustria abbia messo in guardia circa l’impoverimento della proposta formativa della scuola, perché una precoce canalizzazione dei percorsi formativi (anticipata a 14 anni come in nessun altro paese europeo) potrebbe ridurre la forza formativa dell’istruzione (mentre il mondo delle imprese richiede lavoratori a più alto tasso di intelligenza creativa e di intraprendenza cognitiva) e confermare la tradizionale marginalità del canale "professionale", indebitamente riservato alla parte più debole della popolazione. La differenziazione dei percorsi, che era già emersa anche nel primo modello di riforma dei cicli proposto dal Ministro Berlinguer (con lo schema 6+6 una prima scelta veniva compiuta a 12 anni), ci era stato rimproverato dall’OCSE nel suo rapporto 1998 di "check-up" della riforma scolastica italiana. Ma in quelle proposte, la precocità delle scelte (a 12 anni nel progetto iniziale, a 13 anni nella legge 30/2000) veniva poi "compensata" dall’estensione dell’obbligo scolastico fino a 15 anni (rispettivamente con un triennio o un biennio di scolarità secondaria obbligatoria per tutti). Nel documento Bertagna l’obbligo scolastico è invece declassato a ferrovecchio di fine ottocento (meraviglia la dimenticanza di un richiamo alla Legge 9/99, che aveva elevato a 10 anni l’obbligo scolastico – e solo in via provvisoria esteso a 9 anni). E’ vero che nella proposta odierna si riconferma l’obbligo formativo fino ai 18 anni, ma questa soluzione, nel nostro paese, è ancora assai gracile, perché soggetta a troppi elementi aleatori (insensibilità civile e culturale, difficoltà economiche, mancanza di strutture adeguate, debolezza del canale formativo non scolastico). Inoltre, nel documento resta l’ambiguità del rapporto tra dimensioni dell’istruzione "disinteressata", della formazione professionale, dell’apprendistato lavorativo (che rappresentano tre "fasi" ben distinte, necessarie ed in sequenza di un percorso verso l’adultità ed invece sono considerati quasi "momenti" intercambiabili e fungibili).

 


 


27 gennaio: giornata della Memoria

per non dimenticare  la Shoa
il Lab 80 film propone alle scuole:

venerdì 25 gennaio ore 10.30
"Train de vie - Un treno per vivere"

di Radu Mihailenau /Olanda 1998
Schlomo inventa una finta deportazione insieme agli abitanti del suo villaggio. Ma si tratta solo di una favola: in realtà è imprigionato in un lager

sabato 24 gennaio ore 10.00
"Così sfioriron le rose"

Interpreti: alunni classi prime medie di Calcinate
Il dramma dei bambini di Terezin nei loro componimenti poetici
Il Comitato Antifascista invita la cittadinanza

domenica 27 gennaio ore 21.00
Concerto della memoria

Musiche composte a Terezin da Haas, Klein, Ullman

ingresso gratuito


CGIL Scuola - Camera del lavoro di Bergamo
Sportello genitori @ CGIL - Associazione Pro.TEO

 

MERCOLEDI’ 23 GENNAIO 2002
ORE 15,30

Casa del Giovane - via Gavazzeni, 13 - Bergamo

 

Un'altra scuola è possibile
Analisi critica della proposta di riforma scolastica
Bertagna-Moratti

GIANCARLO CERINI
Dirigente tecnico - Direzione regionale Emilia Romagna - CIDI

 

Interverranno:
DAMIANO PREVITALI
- Dirigente Scolastico Scuola di base
MICHELE NICASTRI
- Dirigente Scolastico Istituto Superiore
GIANGABRIELE VERTOVA - Docente Liceo Classico
EMILIA NALDI – Comitato Genitori Istituto Superiore
CANTALUPO LIVIO - Studente Istituto Superiore

Al termine del dibattito concluderà i lavori

MAURIZIO LAINI - Segretario Camera del Lavoro di Bergamo