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Tassa rifiuti
L’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla TIA rischia di essere trasformata in beffa

Come già anticipato in diverse occasioni l’Amministrazione Comunale di Bergamo, nel tentativo di rispettare la Legge, sembra avere trovato la quadratura del cerchio: far pagare la Tassa di Igiene Ambientale (TIA) più cara di quanto la si pagava  con l’applicazione dell’IVA al 10%. Addirittura coloro che svolgono attività commerciali non potranno più detrarre l’IVA a loro carico. L’operazione consisterebbe nel versare (da parte del Comune) direttamente ad Aprica il corrispettivo del servizio maggiorato dell’IVA e poi ripartire proporzionalmente fra gli Utenti l’equivalente della somma pagata. In questo caso si sommerebbe il danno alla beffa (*). Federconsumatori ritiene che così non debba essere. A nostro parere si dovrebbero diminuire i costi per diversi motivi: A) L’illegittimità dell’applicazione dell’IVA non dipende da chi “fattura”, dipende dal fatto che la tassa non è corrispondente al servizio erogato a favore del singolo contribuente, bensì ad un calcolo “forfettario”; B) se l’Amministrazione, come proposto dall’Assessore al Bilancio nella presentazione del Regolamento comunale, si farà carico di gestire direttamente il tributo (costi amministrativi dell’accertamento, della riscossione e del contenzioso), ne consegue che Aprica lavorerà meno e dovrebbe percepire, in proporzione, meno soldi; C) poiché alla formazione delle spese di gestione riguardanti il ciclo dei rifiuti indifferenziati contribuisce anche la voce “Costi di spazzamento e lavaggio strade pubbliche”, si suggerisce ai nostri Amministratori di stralciare questa quota e pagarla attingendo alla fiscalità generale, magari rimpinguata dai proventi delle sanzioni erogate a chi abbandona i rifiuti per strada.
Altro soggetto che potrebbe concorrere a far scendere gli oneri a carico dei Cittadini è l’Amministrazione Provinciale: dovrebbe ridurre l’addizionale sulla TIA al 4%. 

L’unica cosa inaccettabile è l’aumento dei costi per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Evidenziamo che i bergamaschi sono soggetti virtuosi in tema di raccolta differenziata: con tutto quello che ne consegue sul piano ecologico, sociale e, anche, economico.

(*) Il conto è presto fatto: chi l’anno scorso pagava 115 € (100 €  di tassa + 10 € di IVA e 5 € di addizionale provinciale), quest’anno, al netto dei ventilati aumenti minacciati, ne pagherà 115,5. i cinquanta centesimi in più andranno alla Provincia che riscuoterà il 5% su un imponibile di 110 € al posto del precedente di 100 €.

Federconsumatori Bergamo
Presidente

Pietro Roberti