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Consumatori maltrattati
Federconsumatori denuncia il
clima di maleducazione che da tempo si registra nei rapporti tra
alcuni fornitori di beni e servizi e i consumatori. Guarda caso
coloro che dovrebbero ricordare che il Cliente è la loro ricchezza,
sono i primi a comportarsi male. Gli esempi sono molteplici: molte
volte si tratta di questioni che si superano grazie al buon senso,
in altri casi il consumatore diventa vittima indifesa della
prepotenza di colui al quale si rivolge per acquistare un bene o per
ottenere un servizio. Tralasciando in questa occasione il discorso
relativo al rapporto con gli anonimi risponditori dei centralini,
parliamo di situazioni ricorrenti quali il rapporto con le
lavanderie e con i parrucchieri per signora. Noi partiamo dal
presupposto che chiunque svolga un’attività lavorativa possa
sbagliare; questo, in un rapporto paritario con il consumatore,
dovrebbe avere come conseguenza la riparazione del danno fatto e,
magari, le scuse per il disagio arrecato. Troppe volte invece il
responsabile del danno, specialmente quando ha già riscosso il
prezzo della sua prestazione, non riconosce l’errore e aggredisce
verbalmente il cliente per intimorirlo e farlo desistere dal
chiedere il giusto risarcimento. Citiamo un caso esemplare successo
la settimana scorsa in città. Una cliente si sottopone a un
trattamento di “colpi di sole” e piega, presso un parrucchiere del
centro Bergamo, pagando il corrispettivo richiestole di 85 €*.
Uscita dal negozio si accorge di alcune chiazze anomale e del
fatto che la luce di colore si stacca notevolmente dalla radice dei
capelli, come sarebbe stato se non si fosse recata dal parrucchiere
da almeno un mese. Come reazione alle giuste e pacate
rimostranze fatte all’esterno del negozio (avendo cura di
non farsi sentire dalle persone presenti), seguite dalla richiesta
di rifare quanto male eseguito, la malcapitata consumatrice è stata
presa a male parole dal responsabile del salone il quale, rientrato
nel salone, di fronte alle altre clienti attonite, usando una
terminologia scurrile l’ha allontanata diffidandola dal farsi
rivedere. La signora, come si può facilmente immaginare, avvilita
per la scenata subita, è rimasta senza parole e non ha saputo e
voluto reagire; cosa che stiamo facendo come associazione.
Federconsumatori Bergamo, denuncia pubblicamente il fatto perché non
è la prima volta che ai nostri sportelli di consulenza giungono
richieste d’intervento a tutela di cittadini/consumatori che
subiscono simili “trattamenti”. Forse è il caso che le associazioni
dei commercianti e degli artigiani inseriscano nel loro ricco
cartellone di corsi per la formazione e l’aggiornamento, anche un
corso di buona educazione e rispetto del cliente.
* Il conto di 85 € è costituito dalla
somma di 65 € per “colpi di sole” e 20 € per “piega + prodotti”. A proposito di
prodotti sarebbe un segno di buona pratica commerciale se la voce generica
”prodotti” venisse sostituita dall’elenco dei prodotti usati.
Bergamo 30 settembre 2010
Federconsumatori
Bergamo
Presidente
Pietro Roberti |