Home page

Canone di depurazione impropriamente pagato nelle bollette dell’acqua: Buone nuove.

La Gazzetta Ufficiale dell’8 febbraio 2010 ha pubblicato il DECRETO 30 SETTEMBRE 2009 del MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE che ha stabilito i criteri e i parametri da adottare per la restituzione agli Utenti della quota di canone di depurazione (pagata con le bollette dell’acqua), non dovuta da non aveva e non fruiva del servizio di depurazione.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n335/’08, stabilì che il canone di depurazione non era dovuto da coloro che non fruivano del servizio. Federconsumatori chiese alle Aziende e alle amministrazioni coinvolte di restituire quanto dovuto ai loro Utenti. Ci venne risposto che “nonostante la buona volontà” non era possibile procedere al rimborso delle somme dovute perché dal Ministero non erano state stabilite le modalità da adottare per la restituzione. Adesso il Decreto, dopo avere spiegato nei dettagli le procedure da seguire per la determinazione delle quote da rimborsare (all’art. 4 stabilisce dettagliatamente quello che i Gestori devono mettere a disposizione delle Autorità d’Ambito la documentazione relativa al periodo in cui è stata corrisposta indebitamente la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione). All’articolo 6 (Restituzione della quota di tariffa non dovuta) indica gli Utenti che hanno diritto alla restituzione (e in che quota). All’art. 7 fa carico all’ATO di individuare l’importo, con i relativi interessi, che i Gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto entro il termine di cinque anni dalla data del 1° ottobre 2009. 

Quando finirà lo scaricabarile delle responsabilità e le Aziende di gestione del servizio idrico, oltre ai Comuni che lo gestiscono in proprio, restituiranno quanto introitato impropriamente?

Federconsumatori aspetta risposte dall’Autorità d’Ambito Territoriale (A.T.O.)

Bergamo, 31 marzo 2010

Federconsumatori Bergamo
Presidente

Pietro Roberti