| |
La riforma pensionistica e
il buco contributivo dei
dipendenti di Poste Italiane
MARTEDÌ CGIL E CISL DAL PREFETTO
PER DISCUTERE DEI POSTALI COINVOLTI DALL’ESODO AD UN PASSO DALLA
PENSIONE (CHE NON ARRIVERÀ)
Circa un centinaio i lavoratori colpiti
nel capoluogo e in provincia
Dopo
aver presentato la richiesta di incontro urgente,
i rappresentanti provinciali di CGIL e CISL e
delle categorie SLC-CGIL e SLP-CISL saranno ricevuti dal Prefetto di
Bergamo, Camillo Andreana, martedì 21 febbraio, alle ore 11.00.
Sul tavolo, la situazione dei circa 100 dipendenti postali (il
numero potrebbe essere sceso di qualche unità alla luce delle
modifiche apportate in Parlamento con l’approvazione del Decreto
Mille Proroghe) finiti anche a Bergamo nel vicolo cieco dell’ultima
riforma pensionistica, dopo aver sottoscritto con Poste Italiane un
piano di esodo anticipato con accompagnamento alla pensione (che
ora, invece, si allontana).
Si tratta di quei lavoratori che hanno
siglato con l’azienda un accordo in cui acconsentivano a presentare
le dimissioni volontarie dietro la garanzia dell’accompagnamento
fino alla maturazione del requisito per la pensione. Al momento
della sottoscrizione del Piano di esodo con Poste Italiane i
lavoratori prevedevano di maturare i requisiti tra il 2012 e il 2013
con meccanismi differenti (chi per il raggiungimento dei 40 anni di
lavoro e chi per effetto dell’età). Ma la riforma pensionistica ha
scardinato le loro aspettative di pensionamento.
Il problema che rimane aperto riguarda i lavoratori “non salvati”
dal Decreto Mille Proroghe, che non raggiungeranno il diritto al
trattamento della pensione 24 mesi dopo l’entrata in vigore del
Decreto 201/2011 del 6 dicembre scorso.
Bergamo, venerdì 17
febbraio 2012
|