La riforma pensionistica e il buco contributivo dei dipendenti di Poste Italiane
SABATO IN CGIL IL DEPUTATO PD MISIANI INCONTRA I POSTALI  ENTRATI NEL PIANO DI ESODO AD UN PASSO DALLA PENSIONE (CHE NON ARRIVERÀ)
Circa un centinaio le persone coinvolte nel capoluogo e in provincia

Per ascoltare le ragioni dei circa 100 dipendenti postali (5mila in tutto il Paese) finiti nel vicolo cieco dell’ultima riforma pensionistica dopo aver sottoscritto con Poste Italiane un piano di esodo anticipato con accompagnamento alla pensione (che ora, invece, si allontana), il deputato PD Antonio Misiani sarà in CGIL a Bergamo sabato mattina, dalle ore 9.00.
L’incontro sarà coordinato dalla SLC-CGIL, il sindacato che si sta occupando della difficile vicenda dei lavoratori di Poste Italiane che si trovano a fare i conti con un vuoto contributivo e con un posto di lavoro che non c’è più. Si tratta di coloro che hanno sottoscritto con l’azienda un accordo in cui acconsentivano a presentare le dimissioni volontarie dietro la garanzia dell’accompagnamento fino alla maturazione del requisito per la pensione. Al momento della sottoscrizione del piano di esodo con Poste Italiane i lavoratori prevedevano di maturare i requisiti tra il 2012 e il 2013 con meccanismi differenti (chi per il raggiungimento dei 40 anni di lavoro e chi per effetto dell’età). Ma la riforma pensionistica ha scardinato completamente le loro aspettative di pensionamento.
“Come abbiamo già detto, quello che speriamo è che a livello parlamentare, attraverso il decreto Mille Proroghe, vengano recepite le soluzioni presentate da più parti per sbloccare la questione” ha ripetuto oggi
Paolo Turani della SLC-CGIL di Bergamo. “Speriamo, cioè, che vengano estese le clausole di deroga alla nuova normativa previdenziale in modo da comprendere i lavoratori postali che ora si trovano scoperti dal punto di vista contributivo e/o di età nell’ordine dei 3-4 anni”.

Bergamo, giovedì 26 gennaio 2012