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IPSA DI
ALBANO, SFRATTO ANNUNCIATO PER LUNEDÌ
Appello dei sindacati a Comune,
Provincia, Prefettura di Bergamo e Regione Lombardia: “Ci sono
commesse in corso di lavorazione e d’acquisizione, si trovino
soluzioni alternative, non si lascino le persone sulla strada”
Alla
Ipsa di Albano Sant’Alessandro (ex
Cattaneo Presse) ieri i lavoratori
hanno avuto una brutta sorpresa: l’immobiliare proprietaria dei
locali in cui si trova lo stabilimento
sfratta l’azienda metalmeccanica. Lo
sgombero sarebbe previsto già per lunedì.
Questa mattina se ne è discusso nell’assemblea dei lavoratori
“provati da anni di difficoltà causate dall'estrema incertezza sul
futuro dell'azienda e da condizioni di lavoro estremamente
difficili”.
La ricostruzione delle vicende della Ipsa, compresa l’ultima novità
dello sfratto, è contenuta in un
nota che le organizzazioni sindacali hanno inviato oggi al Comune
di Albano, alla Provincia di Bergamo ma anche a Regione e
Prefettura.
“I lavoratori” si legge nella nota,
“hanno resistito per anni a tali condizioni difficili ed ora si
concretizza il forte rischio che lunedì non potranno entrare in
azienda a lavorare, nonostante la presenza di commesse in corso di
lavorazione e in corso di acquisizione. Chiediamo alle istituzioni
locali, al Comune di Albano Sant’Alessandro, alla Provincia di
Bergamo e alla Regione Lombardia di adoperarsi tempestivamente per
ottenere e trovare una soluzione urgente a tutela dei posti di
lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici che lunedì rischiano di
finire sulla strada”.
A lavorare per Ipsa, oggi, sono 45 persone.
I sindacati fanno anche appello direttamente all’azienda: “Chiediamo
allo stesso tempo ad Ipsa di adoperarsi in tempi certi per trovare
una soluzione alternativa che permetta di proseguire l'attività
produttiva; chiediamo poi la convocazione della RSU e delle
organizzazioni sindacali per conoscere e discutere il piano
industriale e il futuro dell'azienda, un piano di rientro dei
crediti lavorativi in arretrato ancora dovuti dopo il recente
pagamento di due stipendi arretrati e indicazioni certe sui
lavoratori attualmente in cassa integrazione a zero ore”.
Bergamo, giovedì 26 gennaio 2011
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