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Tutti i dati: 3.500 lavoratori incontrati, recuperati 6
milioni di euro
LA CRISI VISTA DALL’UFFICIO VERTENZE DELLA CGIL DI BERGAMO
Anche quest’anno uno sguardo alla recessione attraverso la lente
delle controversie individuali in materia di lavoro
Anche
quest’anno i dati dell’attività
dell’Ufficio Vertenze della CGIL di Bergamo forniscono un’ottima
lente per leggere l’andamento della crisi a livello provinciale.
In questo caso non si tratta di licenziamenti collettivi, né
di richieste di cassa integrazione a raffica, ma di
controversie individuali,
che hanno coinvolto lavoratori di piccole e grandi industrie ma
anche di imprese artigiane e cooperative, licenziati individualmente
in vicende dove spesso gli ammortizzatori sociali non si possono
neppure utilizzare.
“Per il 4° anno consecutivo
registriamo un incremento delle nostre attività” spiega Carmelo
Ilardo, responsabile dell’Ufficio, che con la lente del “vertenziere”
ha riordinato e analizzato i dati. “Il lavoro dei nostri 7
funzionari nel 2011 ha consentito di far recuperare a circa 2.500
lavoratori oltre sei milioni di euro di spettanze per mancati
pagamenti e per diritti al risarcimento oltre al riconoscimento dei
diritti lesi, o nell’ambito di procedure concorsuali (fallimenti,
concordati, attivazione fondi garanzia ecc…). A risultare evidente è
la prevalenza delle vertenze legate al mancato pagamento di
retribuzioni e TFR rispetto agli altri motivi per cui si decide di
agire legalmente. La crisi, dunque, si è manifestata con molta
forza sotto le forme dei mancati pagamenti delle retribuzioni e
delle liquidazioni. Va evidenziato, inoltre, che rispetto al passato
è cresciuto il numero delle vertenze contro l’illegittimità delle
varie forme contrattuali a termine, incremento che, in qualche
maniera, ci ripaga di numerose campagne di informazione che abbiamo
svolto tra i lavoratori atipici. Una terza considerazione si può
formulare sulla maggiore propensione delle donne nell’aprire
vertenze individuali rispetto agli anni passati: nel 2011 la loro
presenza è aumentata anche se, secondo noi, resta al di sotto della
realtà del mercato del lavoro nella nostra provincia. A rivolgersi
all’Ufficio Vertenze della CGIL sono, oggi (e in realtà a partire
dal 2009) soprattutto lavoratori uomini di nazionalità italiana,
operai con contratti a tempo indeterminato. All’inizio della crisi
non era cosi: si tenga conto che nel 2008 il 51,1% di chi
arrivava nei nostri uffici era straniero. Oggi il 72% è italiano.
Temiamo seriamente per il 2012, l’aria che tira per i lavoratori, in
queste prime settimane dell’anno, è davvero cattiva”.
Tutti i dati, il link.
Bergamo, lunedì 16 gennaio 2012
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