| |
BREMBO,
TERZA SENTENZA FAVOREVOLE ALL’UFFICIO VERTENZE CGIL
Di nuovo una serie di contratti a tempo determinato giudicata non
correttamente motivata. È il primo caso nella sede centrale di Curno
Dopo le due sentenze dello scorso anno, la prima a giugno e la seconda
ad ottobre, entrambe relative a lavoratori attivi nello stabilimento
di Mapello, arriva ora una terza
sentenza favorevole alla CGIL, che aveva avviato quattro cause
individuali pilota contro Brembo e i suoi contratti a tempo
determinato instaurati in azienda fra il 2006 e il 2008.
Questa volta il caso arriva dalla sede centrale, cioè dalla Brembo di
Curno, e riguarda un trentaduenne italiano al lavoro nel reparto di
montaggio. Con lui Brembo ha stipulato ben sei contratti a termine, a
partire dal giugno 2006. Nel luglio 2008, poi, il lavoratore è stato
lasciato a casa. Anche questa volta, con una sentenza arrivata ieri, 3
marzo, il Tribunale del Lavoro di Bergamo ha dato ragione all’Ufficio
Vertenze CGIL.
“Una volta rimasto senza lavoro, dopo qualche mese di attesa,” spiega
Carmelo Ilardo, responsabile
dell’Ufficio Vertenze della CGIL di Bergamo, “nel gennaio
2009 il lavoratore ha comunicato per iscritto a Brembo la propria
disponibilità a lavorare ancora per l’azienda. A quella lettera,
tuttavia, Brembo non ha fatto seguire risposta. Quindi il lavoratore
ci ha dato mandato a procedere con un ricorso legale per dimostrare
l’illegittimità dei contratti”.
La prima udienza si è svolta il 10 marzo del 2010. Ad un anno di
distanza, con la sentenza di ieri il Tribunale garantisce il reintegro
immediato del lavoratore, come era accaduto nei primi due casi del
2010.
“Ancora una volta, il contratto del lavoratore è risultato
illegittimo, visto che è stata accertata l’esistenza di un rapporto di
lavoro indeterminato. Rispetto alle prime due sentenze, tuttavia”
continua Ilardo, “questo lavoratore subisce le conseguenze
dell’entrata in vigore del cosiddetto Collegato Lavoro. Dunque, il
risarcimento in denaro, percepito dai primi due lavoratori, in
quest’ultimo caso sarà rinviato a quando la Corte Costituzionale si
pronuncerà, visto che la legge non è chiara su questo punto e si
presta a diverse interpretazioni. Detto questo, non capiamo perché
Brembo, che negli ultimi tempi ha stabilizzato una ventina di
lavoratori con un positivo accordo interno, non abbai preso atto sin
dall’inizio della necessità di stabilizzare anche questi lavoratori
che sono stati costretti a ricorrere al Tribunale”.
Per il 10 marzo prossimo,
è attesa anche la sentenza sul quarto caso pilota. In occasione del
termine imposto dal Collegato Lavoro per impugnare contratti a termine
“sospetti” e già conclusi, l’Ufficio Vertenze annuncia, infine, che
un’altra decina di ricorsi contro Brembo si è aggiunta ai primi
quattro “storici”.
Bergamo, venerdì 04 marzo 2011 |