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L’Ufficio Vertenze CGIL di
Bergamo vince per la seconda volta, di nuovo alla Isonzo
IL TRIBUNALE DEL LAVORO BOCCIA UN ALTRO CONTRATTO CERTIFICATO DALLA
“COMMISSIONE
TIRABOSCHI”
Ilardo, CGIL: “Anche in
questo secondo caso, non era lavoro a progetto, ma subordinato. Lo
ripetiamo: se ci devono essere certificazioni, almeno siano serie”
Stesso datore di lavoro,
stesso esito in Tribunale, stessa
Commissione di Certificazione del contratto, quella
istituita presso l’Università di Modena e
presieduta dal noto giuslavorista
professor Michele Tiraboschi,
consulente del Ministro Sacconi.
Quella arrivata oggi è quasi la sentenza-fotocopia della
vittoria che l’Ufficio Vertenze CGIL di Bergamo aveva riportato il 20
maggio scorso nei confronti della
Cooperativa Isonzo Multiservices di Azzano San Paolo.
Cambiano, naturalmente, il lavoratore coinvolto e il giudice, ma anche
questa volta il Tribunale ha riconosciuto
l’esistenza di un rapporto di lavoro
subordinato, laddove era invece stato stipulato (e certificato) un
contratto a progetto.
Questa seconda vicenda
riguarda Q. J. K. A., trentaseienne ghanese, che, come il suo collega
e connazionale che ha vinto la causa di giugno, alla scadenza del suo
contratto a progetto si era rivolto all’Ufficio Vertenze CGIL di
Bergamo per chiedere tutela. Il ricorso era stato avviato
l’8 luglio 2008. Q. J. K.
A aveva lavorato part time per cinque mesi (dall’agosto 2008 al
gennaio 2009) presso la Cooperativa
Isonzo Multiservices di Azzano San Paolo, che poi non aveva
rinnovato il contratto.
La mansione del lavoratore consisteva nel
consegnare
giornali alle edicole.
Tutte le mattine fra le 3
e le 8 partiva con il furgone di proprietà della cooperativa per la
consegna dei giornali e delle riviste in decine di punti vendita fra
Dalmine e Villa d’Almè.
Il via
libera all’inquadramento a progetto del lavoratore era stato
rilasciato dalla Commissione Tiraboschi il 19 dicembre 2008
(praticamente alla scadenza del contratto a progetto).
Si ricorda che la
certificazione, introdotta con la legge 30/2003 poi ripresa dalla
legge 276/2003, è la procedura che consente di attestare la
“veridicità” dei contratti atipici, legittimando il rispetto dei
criteri di ricorso previsti dalla normativa.
Il
Tribunale, con sentenza pronunciata il 7 ottobre scorso dal Giudice
Sergio Cassia
(resa disponibile in
cancelleria oggi), condanna:
-
Isonzo Multiservice a
reintegrare nel posto di lavoro Q. J. K. A.;
-
la stessa a corrispondere
le retribuzioni maturate dal 6 gennaio 2009 al reintegro;
-
la Isonzo Multiservice a
pagare le differenze retributive con rivalutazione degli interessi;
-
Isonzo Multiservice a
rifondere le spese di lite.
“Per la seconda volta viene bocciata
la certificazione di un contratto che a progetto proprio
non era” spiega Carmelo Ilardo,
responsabile dell’Ufficio Vertenze della CGIL di Bergamo che ha
seguito la vertenza. “Anche in quest’occasione lo
ripetiamo, i sostenitori del Collegato Lavoro ne prendano atto: se ci
devono essere certificazioni, siano almeno serie. Questa sentenza
arriva proprio nella settimana in cui è previsto l’ennesimo dibattito
in merito alla riforma del processo del lavoro”.
A fine settembre, infatti, il Senato ha dato il via libera in sesta
lettura al disegno di legge collegato sul lavoro. Il provvedimento è
passato all’esame della Camera. Il testo era stato rinviato in
Parlamento dal Capo dello Stato.
“Nonostante le modifiche apportate dal Senato, i punti critici di
fondo sono rimasti” continua Ilardo. “I meccanismi di certificazione
sono stati confermati senza alcuna modifica. Con grande soddisfazione,
comunque, abbiamo appreso oggi la notizia di questa seconda bocciatura
di una Commissione tra le più qualificate che è presieduta da un
eminente professore, consulente del Ministero del Welfare. Siamo in
attesa, ora, di altri due pronunciamenti relativi a contratti di
lavoratori stipulati sempre da Isonzo Multiservice. Attendiamo anche
la pronuncia prevista per febbraio rispetto al ricorso della
Cooperativa presso la Corte d’Appello di Brescia”.
Bergamo, 11 ottobre 2010
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