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In
attesa del secondo figlio durante il periodo d’allattamento del
primo
RILEVANTE SENTENZA VINTA DALLA
FILCAMS-CGIL CONTRO L’INPS
Agazzi: “Vittoria di principio”. L’avvocato Baschenis:
“Importante applicazione del
pieno diritto alla tutela della lavoratrice madre”
È
una sentenza “la cui importanza
trascende il singolo caso e costituisce un’importante
applicazione del pieno diritto alla tutela
della lavoratrice madre”: questo è stato il commento
dell’avvocato Loredana Baschenis che per conto della FILCAMS-CGIL ha
seguito la vicenda di una lavoratrice neomamma rimasta nuovamente
incinta durante il periodo di allattamento del primo figlio. La donna,
oggi trentacinquenne e residente a Seriate, lavorava per un’azienda
anch’essa con sede a Seriate che opera nel settore della cosmesi
professionale, con produzione e commercializzazione di articoli
dedicati alla bellezza.
La vittoria per il sindacato è arrivata in sede di Corte
d’Appello di Brescia qualche settimana fa e sancisce che
l’indennità spettante per l’allattamento alla lavoratrice madre
è da considerarsi in tutto e per tutto come retribuzione. “La
lavoratrice che gode dei permessi per allattamento con indennità a
carico dell’INPS ha diritto, in occasione di una seconda gravidanza
intervenuta proprio nel periodo dell’allattamento, a vedere
conteggiata l’indennità di maternità sull’intera retribuzione
spettante” spiega l’avvocato.
L’INPS, invece, nel
caso della lavoratrice tutelata dalla FILCAMS, aveva erogato
l’indennità di maternità conteggiandola sulla retribuzione che la
lavoratrice percepiva per le sei ore di lavoro giornaliero effettivo e
non per le otto ore di lavoro che avrebbe dovuto prestare se non fosse
stata in periodo di allattamento.
Proprio contro questo conteggio della retribuzione la lavoratrice
aveva agito in giudizio. “Il Tribunale in primo grado
aveva accolto la tesi INPS secondo la quale l’indennità erogata per
i permessi in allattamento non poteva qualificarsi come retribuzione
agli effetti della legge sulla tutela della maternità. Insieme
abbiamo contestato questa decisione e la Corte d’Appello di Brescia,
riformando la sentenza di primo grado, ha accertato che l’indennità
per i periodi di allattamento costituisce retribuzione agli effetti di
legge e, quindi, va conteggiata nella base di calcolo per il
riconoscimento del trattamento di maternità”, conclude
l’avvocato Baschenis.
La causa civile era
stata avviata contro l’INPS e contro la società presso cui era
impiegata la lavoratrice nel novembre del 2006 e una prima sentenza,
sfavorevole, era stata pronunciata nel 2008 dal Tribunale di Bergamo.
Il ricorso era stato depositato nel maggio 2009.
“Più che per il valore economico recuperato questa sentenza per noi
della FILCAMS-CGIL ha il sapore di una vittoria di principio nei
confronti di una lavoratrice madre” ha commentato Lorenzo
Agazzi, segretario generale della FILCAMS-CGIL di Bergamo.
“Soprattutto in un settore, quello del commercio, dove le condizioni
di lavoro per ritmi ed orari sono spesso difficili per le
donne”.
Bergamo,
venerdì 21 maggio 2010
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