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PROFESSIONE
IMPRENDITORE EDILE. FILLEA-CGIL: “ORA SI APPROVI LA LEGGE”
Il segretario generale CGIL Bresciani e il segretario
FILLEA Chiari scrivono
ai Parlamentari
Il
paradosso di partenza è che per diventare muratore
si rischia di svolgere fino a 7 anni di apprendistato a paga ridotta
(oppure si resta apprendista fino ai 29 anni di età), mentre
per essere un imprenditore edile basta recarsi alla Camera di
Commercio provinciale e registrare la propria impresa. Da
anni la FILLEA-CGIL punta il dito contro questa vistosa differenza di
trattamento che permette, pressoché a chiunque e in breve tempo, di
improvvisarsi imprenditore edile senza avere caratteristiche
specifiche.
Il
28 aprile scorso l’ottava Commissione della Camera ha approvato un testo
unificato sull'accesso
alla professione di imprenditore edile: per questo ora il
sindacato chiede che sia approvata al più presto la legge
che introduce, nelle procedure per l’accesso alla professione,
regole di trasparenza e criteri di selezione nel mercato.
A Bergamo, il segretario generale
provinciale della CGIL, Luigi Bresciani, e Angelo Chiari, segretario
provinciale della FILLEA-CGIL, hanno inviato lunedì 24 maggio una
lettera ai Parlamentari eletti in provincia per chiedere un “impegno
diretto, affinché l’iter legislativo arrivi alla
definizione della legge, in tempi brevi e senza stravolgimenti del
testo licenziato dalla Commissione. Crediamo infatti” si legge nella
lettera inviata, “che questo provvedimento legislativo possa essere
strumento efficace per il contrasto del lavoro nero nel settore edile,
a difesa dei lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto delle
leggi e dei contratti”.
L’invito è stato rivolto agli onorevoli Gabriele Cimadoro,
Nunziante Consiglio, Massimo Corsaro, Gregorio Fontana, Giorgio
Jannone, Carolina Lussana, Antonio Misiani, Silvana Mura, Savino
Pezzotta, Sergio Pifferi, Ettore Pietro Pirovano, Giovanni Sanga,
Giacomo Stucchi, Ivan Rota, Mirco Tremaglia, Pierguido Vanalli.
“Si
arrivi subito ad una legge, è da tempo che l’aspettiamo” spiega Angelo
Chiari. “Avevamo chiesto che si arrivasse ad un
provvedimento come questo, noi insieme alle associazioni dei
costruttori, un anno fa durante gli Stati Generali dell’Edilizia. La
sua approvazione rappresenterebbe un passo avanti in un periodo di
crisi che sta penalizzando imprese sane a vantaggio di quelle
irregolari. Quello uscito dall’ottava Commissione della Camera è, a
nostro avviso, anche uno strumento utile per lavorare nella
trasparenza, impedendo la penetrazione malavitosa nell’attività del
settore e la diffusione di imprese di prestanome non affidabili”.
Nel testo
unificato approvato dall’ottava Commissione della Camera
si prevede che, per iscriversi alla Camera di Commercio come
imprenditore edile, debba essere designato un Responsabile Tecnico che
dimostri di avere i requisiti di onorabilità, e cosa importante,
l’assenza di procedimenti in corso a carico che violino una serie di
leggi, fra cui quelle antimafia. E, ancora, requisiti morali e di
idoneità professionale. Inoltre l’imprenditore deve dimostrare di
essere in possesso di una attrezzatura minima del valore di 30.000
euro.
“Diamo un giudizio positivo al
testo anche perché la parte sanzionatoria è ben
articolata, passando dalla sospensione dell’attività, alla confisca
delle attrezzature e prevede l’applicazione dell’art. 15 della
Responsabilità Solidale del Committente e dell’Appaltatore sul
subappaltatore. È importante anche l’art. 11: esso apre spazi di
concertazione con le Regioni per l’attuazione di politiche
incentivanti coordinando la corretta applicazione della presente legge
con la Patente a Punti prevista dal Testo Unico sulla Sicurezza”
conclude Chiari.
Bergamo,
giovedì 27 maggio 2010
In
allegato, il testo unificato approvato
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