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INFORTUNIO
MORTALE SUL LAVORO
È morto oggi
il lavoratore edile di 23 anni caduto in cantiere lunedì
I sindacati: “Anche svolgendo una mansione che apparentemente non
mostra rischi, si può
morire”
Non
è caduto da un alto ponteggio, né è rimasto coinvolto da un carico
che è precipitato: è morto cadendo da una scala, da un’altezza di
meno di due metri. È finita così, oggi, la vita di Maxim Brajin, di
appena ventitré anni, compiuti la settimana scorsa. L’infortunio è
accaduto lunedì in un cantiere di Caravaggio in via XXV aprile, dove
il lavoratore stava eseguendo lavori di controsoffittatura.
“Anche svolgendo una
mansione che apparentemente non mostra rischi, si può morire” hanno
detto poco fa le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL e dei
sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL. “per
questo non smetteremo mai di spingere perché si faccia formazione
alla sicurezza. Ogni minimo gesto deve essere sempre fatto in
sicurezza, con la consapevolezza del rischio che si corre”.
Ancora una volta le organizzazioni di categoria del settore edile, FENEAL-UIL,
FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo,
unitamente a CGIL, CISL e UIL, invitano ANCE e artigiani edili a fare
di più per scardinare una cultura distorta del lavoro nei cantieri
della nostra provincia dove ancora non si considera la sicurezza la
cosa più importante.
Bergamo,
mercoledì 28 aprile 2010
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