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BREMBO,
VINTA ANCHE
LA SECONDA DI QUATTRO CAUSE PILOTA
AVVIATE DELL’UFFICIO VERTENZE CGIL DI BERGAMO CONTRO L’AZIENDA DI
ALBERTO BOMBASSEI
Anche in questo caso, un
contratto a tempo determinato risultato “illegittimo”
Due su quattro e ancora
non è finita: con una sentenza
emessa questa mattina, il Tribunale del Lavoro di Bergamo
ha dato ragione all’Ufficio Vertenze CGIL nella
seconda delle quattro cause
individuali pilota
contro Brembo spa, l’azienda del vicepresidente di Confindustria
Alberto Bombassei, per l’utilizzo di contratti a tempo
determinato (spesso stipulati dopo un percorso di contratti
somministrati ripetuti) fra il 2006 e il 2008.
A metà
giugno
era arrivata la prima vittoria, con la sentenza emessa sul caso di N.
E., cittadino senegalese.
Il procedimento che si è concluso oggi, invece, riguarda
K. M., un cinquantatreenne residente a
Presezzo, anch’esso di origine senegalese. Il lavoratore
era stato alle dipendenze dirette della Brembo di Mapello come
operaio di
secondo livello con
due contratti a tempo determinato
e più proroghe dal
febbraio 2007 al settembre 2008.
La causa, promossa con ricorso depositato il 4 maggio 2009, era stata
avviata perché il lavoratore e l’Ufficio Vertenze CGIL erano convinti
dell’illegittimità anche di questo contratto.
La sentenza pronunciata oggi dalla
dottoressa Monica Bertoncini ha stabilito, in effetti, che il secondo
contratto di K.M. era illegittimo, ha accertato, invece,
l’esistenza di un rapporto di lavoro indeterminato e ha condannato
Brembo al pagamento di tutte le retribuzioni maturate dal momento
della contestazione attraverso l’Ufficio Vertenze.
Anche in questo caso il lavoratore ha
diritto ad un posto fisso, un contratto a tempo indeterminato.
“Il Tribunale ci ha dato ragione anche in questa seconda
delle quattro cause individuali pilota che abbiamo avviato per
invalidare la legittimità dei contratti instaurati in Brembo fra il
2006 e il 2008” spiega Carmelo
Ilardo, responsabile dell’Ufficio Vertenze della CGIL di Bergamo.
“Il contrasto all’abuso della precarietà è diventato la nostra
priorità. In questa vicenda, sin dall’inizio ci è sembrato opportuno
impugnare questi casi perché, da una prima analisi dei contratti e
dalle informazioni ricevute da lavoratori e RSU, abbiamo ritenuto
pretestuose le motivazioni utilizzate per ricorre ai contratti a tempo
determinato alle proroghe, che spesso arrivavano dopo un percorso di
vari contratti in somministrazione. Lo ripetiamo anche in questa
occasione: stimiamo che ci siano circa 150 persone che sono state, in
quegli anni, inquadrate con questo tipo di contratti”.
Nel frattempo alle prime quattro cause pilota se ne sono aggiunte
altre quattro.
Bergamo, giovedì 7 ottobre
2010 |