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BREMBO,
LAVORATORE SENEGALESE VINCE IN TRIBUNALE CONTRO IL GRUPPO. È LA PRIMA
DI 4 CAUSE PILOTA DELL’UFFICIO VERTENZE CGIL DI BERGAMO
Contratti somministrati e a tempo determinato illegittimamente
stipulati. Ora al lavoratore posto fisso e arretrati
È la prima di quattro cause pilota e se il buongiorno si vede
dal mattino, sarà una splendida giornata: il Tribunale del Lavoro di
Bergamo ha dato ragione a N. E.,
cittadino senegalese, che aveva avviato, insieme all’Ufficio
Vertenze CGIL e alla FIOM-CGIL, una causa contro Brembo spa, di
cui Bombassei, vicepresidente di Confindustria, è
amministratore delegato.
Quarantunenne residente a Ponte San Pietro, N. E. aveva lavorato nello
stabilimento Brembo di Mapello come operaio
di terzo livello
con tre contratti in
somministrazione a tempo determinato consecutivi (cioè
attraverso agenzia interinale) dal 1° maggio al 31 luglio 2006, dal
21 agosto al 25 agosto 2006 e dal 1° settembre 2006 al 31 gennaio
2007, e con due contratti a tempo
determinato come operaio
di secondo
livello, assunto direttamente da
Brembo, dal 7 febbraio al 22 dicembre 2007 e dal 18 gennaio
al 30 settembre 2008. La mansione
era stata sempre la stessa: quella di verniciatore di dischi nello
stabilimento di Mapello.
La causa, promossa con ricorso depositato il 22 maggio
2009, era stata avviata dopo che il lavoratore aveva visto deluse le
promesse aziendali di assunzione a tempo determinato. Un’analisi
dell’Ufficio Vertenze CGIL aveva, nel frattempo, riscontrato una
palese illegittimità di questi contratti.
Il Tribunale di Bergamo, sezione lavoro, ha dato loro ragione, con
una sentenza arrivata ieri, 15
giugno, pronunciata dal Giudice del Lavoro Sergio Cassia. Ora
N.E. ha diritto ad un posto fisso, cioè un contratto a tempo
indeterminato e al pagamento di tutti gli arretrati, cioè degli
stipendi dei periodi di mancato lavoro dal 2006 fino a quando
l’assunzione a tempo indeterminato non sarà operativa.
“È
la prima di 4 cause individuali pilota che abbiamo avviato contro
Brembo per contratti stipulati a nostro avviso irregolarmente fra il
2006 e il 2008” spiega Carmelo
Ilardo, responsabile dell’Ufficio Vertenze della CGIL di Bergamo.
“La questione non riguarda, però, solo 4 lavoratori: stimiamo che
ci siano diverse decine di lavoratori che sono state, in quegli anni,
inquadrate con questo tipo di contratti. Abbiamo ritenuto opportuno
impugnare questi casi perché da una prima analisi dei contratti e
dalle informazioni ricevute da lavoratori e rsu ci è apparsa evidente
la pretestuosità delle motivazioni utilizzate per ricorre alla
somministrazione e al tempo determinato. Ovviamente siamo più che
soddisfatti”.
“Certo la soddisfazione è tanta. Sin dal 2008 abbiamo chiesto a
Brembo in sede sindacale di rivedere il suo comportamento e il suo
massiccio utilizzo della precarietà nel gruppo” spiega Giuseppe
Severgnini della FIOM-CGIL di Bergamo. “In più di
un’occasione siamo rimasti inascoltati, perciò ci siamo dovuti
rivolgere al Tribunale. Escono, con la sentenza di ieri, rafforzate le
richieste che il sindacato porta avanti sul capitolo della precarietà
in queste difficili settimane di lotta per il rinnovo del contratto
aziendale. Auspichiamo che Brembo scelga una via di accordo sindacale
anziché un continuo confronto in aule di Tribunale”.
Bergamo,
16 giugno 2010
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