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Rimborso
tasse pagate sull'incentivo all'esodo
Dopo
la sentenza della Corte di Giustizia europea, la CGIL si sta
attivando per il riconoscimento del diritto. Riguarda
tutti gli uomini che hanno lasciato il lavoro con incentivo
all’esodo e, che a quel momento, avevano un età compresa
tra i 50 ed i 55 anni.
I lavoratori, di cui
sopra, e solo loro, hanno diritto di presentare l’istanza di
rimborso se non sono trascorsi 48 mesi dall’erogazione effettiva
avvenuta prima del 4 luglio 2006.
I
fatti
La legge del 1986 n. 917 art. 19 aveva stabilito che ai
lavoratori ed alle lavoratrici che percepivano l’incentivo
all’esodo, lo stesso, in sede di tassazione da parte del sostituto
d’imposta doveva applicare l’aliquota Irpef ridotta del 50% di
quella utilizzata per la tassazione del Tfr se uomini a partir dai
55 anni e se donne a partire dai 50 anni.
La sentenza della
Corte di Giustizia Europea n. C-207/04 del 21luglio 2005 ha
stabilito che la norma italiana, di cui sopra, era contraria alle
direttive Cee, nella parte dove non si assicura parità di
trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro e che pertanto,
per la regola delle condizioni di miglior favore, anche gli uomini
devono aver il diritto all’abbattimento a partire dai 50 anni e
non dai 55 anni principio confermato recentemente dalla Corte di
Giustizia Europea con ordinanza 16-01-2008.
Il decreto legge del 4
luglio 2006 n. 223 (meglio conosciuto Bersani) all’art. 36 ha
abolito tale differenze.
Pertanto a seguito
dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea è possibile
presentare istanza di rimborso della
maggiore imposta indebitamente versata all’erario al momento
dell’ esodo incentivato.
L’istanza di rimborso, entro i 48 mesi previsti per la
prescrizione, va presentata all’Agenzia delle Entrate competente
per la zona di residenza, e questa ha tempo 90 giorni per
rispondere.
Se l’ Agenzia delle Entrate comunica il non accoglimento
dell’istanza di rimborso, da quel momento il lavoratore ha 60
giorni di tempo per depositare un ricorso presso la Commissione
Tributaria Provinciale (se l’Agenzia non comunica per scritto,
decorsi i 90 giorni il lavoratore sempre entro 60 giorni può
depositare il ricorso alla Commissione Provinciale Tributaria).
Inizia così un percorso di contenzioso legale.
Quanto
dura e quanto conviene
I tempi da quando
viene presentata la prima istanza di rimborso non sono
complessivamente brevi, se si fa tutto il percorso dei tre livelli
di giudizio, si stima tra i 5 anni.
Bisogna tenere conto che non si riceve nessun rimborso sino ad
espletamento completo della procedura.
Come CGIL, in coerenza dei nostri principi di chiarezza e
correttezza, consiglia di valutare con attenzione sapendo che le
bisogna avere un minimo di richiesta da avanzare all’Agenzia
dell’ Entrate di almeno un 2.000 euro ( per ottenere tolte le
possibili spese ed il tempo : quasi nulla) con il
possibile rischio, se la procedura non avesse esito finale positiva,
di rimetterci le spese già anticipate.
Ha senso quindi impegnare dei soldi se si presume di ottenere
“un’interessante” rimborso
I
costi
Se non iscritto prima dell’apertura della pratica : euro 75,00
per l’iscrizione dell’apertura della pratica e delega alla
categoria.
Per gli iscritti dall’anno precedente un contributo straordinario:
-
8%
sul netto recuperato fino a 10.000 euro
-
4%
sul netto recuperato da 10.001 euro fino a 20.000 euro
-
1%
sul netto recuperato oltre 20.001 euro
Per
NON iscritti dall’anno precedente un contributo straordinario:
-
12%
sul netto recuperato fino a 10.000 euro
-
5%
sul netto recuperato da 10.001 euro fino a 20.000 euro
-
2,5%
sul netto recuperato oltre 20.001 euro
Per
tutti: la
prima lettera di istanza rimborso viene fatta senza nessuno anticipo
di spese (salvo l’iscrizione per chi non lo è).
Sarà richiesto di versare un 1° contributo spese
legali pari ad euro 150,00 per il deposito del primo ricorso
In caso di risposta negativa da Agenzia Entrate per il deposito del
secondo ricorso occorre versare un 2° contributo di 200,00
euro
In caso di ricorso in Cassazione a Roma valuteremo caso per caso.
Un
esempio
Lavoratore che aveva 53 anni ed aveva ricevuto un
incentivo all’esodo di euro 50.000,00 euro ed
è stato assoggettato a
tassazione con aliquota del 24% per complessivi 12.000,00 euro in
base alla recente sentenza della Corte di Giustizia di Europa può
chiedere il rimborso di euro 6.000,00.
Costi possibili del contenzioso euro 150,00 per il primo
ricorso + 200,00 euro
per il secondo ricorso e stimato 1.000,00 per la
eventuale Cassazione per un totale di 1.700 nelle peggiori
delle ipotesi.Per cui il lavoratore andrebbero 4.650 nette su cui
viene richiesto un contributo al sindacato del 12% se non
iscritto e 8% se iscritto.
La
CGIL organizza l'assistenza per i lavoratori eventi diritto
Coloro, quindi, che sono interessati dalla possibilità di
richiedere il rimborso devono contattare L’
UFFICIO VERTENZE CGIL DI BERGAMO all’apposito numero telefonico 035
3594491 per
prendere un appuntamento.
All’appuntamento si
dovrà venire con la seguente documentazione:
-
tessera
d’iscrizione alla CGIL
-
ultima
busta paga dove risulta incentivo esodo
-
Cud
ultimo disponibile
-
eventuale
copia accordo con l’azienda (solo per coloro che hanno ricevuto
dopo sia firmato prima del 4 luglio 2006)
Bergamo,
18 dicembre 2008 |