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Bonduelle:
i sindacati rigettano i trasferimenti. Lunedì ripresa delle
trattative e presidio
A
febbraio le fiamme, ora l’ipotesi di trasferimento di una parte
dei lavoratori a quasi mille chilometri da Bergamo: alla Bonduelle
di San Paolo d’Argon gli oltre centoquaranta lavoratori da tanti
mesi ormai non dormono sonni tranquilli. Scaduto
il 30 maggio il periodo di cassa integrazione ordinaria chiesta dopo
il rogo che ha distrutto lo stabilimento, i dipendenti sono rimasti
a casa a carico dell’azienda, che non ha mai preso in
considerazione la possibilità di chiedere la cassa straordinaria ma
che ha messo tutti in ferie forzate. “Questa situazione è
conseguenza di una linea intransigente della Bonduelle” dicono
Paolo Agliardi, segretario provinciale della FILCAMS-CGIL e Alberto
Citerio della FISASCAT-CISL. “Abbiamo contestato questo modo
improprio e unilaterale di agire soprattutto quando, durante
l’incontro del 19 giugno, l’azienda ha annunciato che per una
novantina di lavoratori sarebbe arrivato l’ordine di presentarsi a
lavorare a Lallio, nel nuovo sito produttivo, mentre per altri
trentuno dipendenti sarebbero state spedite lettere di trasferimento
definitivo nel sito produttivo di Battipaglia, in provincia di
Salerno”. I restanti quindici lavoratori rimangono a carico
dell’azienda temporaneamente.
Sulla
vertenza i sindacati di categoria e i confederali stanno tenendo una
posizione precisa: “No ai licenziamenti unilaterali
dell’azienda”. I sindacati hanno già fatto sapere che
risponderanno alle ultime decisioni della Bonduelle rigettando
i trasferimenti a Battipaglia attraverso una comunicazione
all’azienda entro lunedì prossimo. Proprio il lunedì
30 giugno, presso Confindustria alle ore 16.00,
riprenderanno le trattative tra
le parti. Durante il confronto, fuori dalla sede degli industriali,
si terrà un presidio
dei lavoratori. Al termine dell’incontro, dalle ore 20.00, è
prevista un’assemblea
che si terrà nella sede della Bonduelle di San Paolo d’Argon.
“Rigetteremo
i trasferimenti prima di tutto perché, mentre si è sempre parlato
di volontari, ora invece l’azienda ha individuato personalmente
chi trasferire o, meglio, chi discriminare; inoltre, perché un
accordo siglato con l’azienda prevedeva che i lavoratori di San
Paolo d’Argon non sarebbero mai stati trasferiti a Battipaglia”
dicono ancora Agliardi e Citerio. In questi mesi i sindacati hanno
incontrato le istituzioni locali, dal Prefetto ai rappresentanti
della Provincia e del Comune, per far pressione affinché Bonduelle
abbandoni l’ipotesi dei licenziamenti-trasferimenti obbligatori
come unica arma per affrontare la situazione.
Bergamo,
venerdì 27 giugno 2008 |