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No
all'accordo separato del contratto nazionale del commercio. Ieri
l'approvazione di un ordine del giorno durante il direttivo
provinciale Filcams
È
stata sottoscritta a luglio da FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL
l’ipotesi per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di
Lavoro del commercio. La
FILCAMS-CGIL, che non ha firmato, anche a livello provinciale ha
espresso il proprio dissenso sull’ipotesi attraverso
un ordine del giorno approvato ieri. Si punta il dito
contro un’intesa che “contraddice
lo spirito unitario che consente la definizione della piattaforma
rivendicativa, sostenuta da molte iniziative e da numerosi scioperi
unitari” ha detto Paolo Agliardi, segretario generale provinciale
della categoria del commercio e dei servizi della CGIL. “Per
questo crediamo che si sia trattato di un
atto irresponsabile, che spezza una lunga tradizione
unitaria e che mina l’unità dei lavoratori”.
Nell’ordine del giorno
approvato ieri all’unanimità (1 astenuto), il Comitato Direttivo
provinciale della FILCAMS, allargato ai delegati del
Commercio, ha ribadito che l’accordo separato è “molto grave
perché rompe l’unità dei lavoratori. In particolare si esprime
netta contrarietà alle soluzioni contrattuali in materia di orari e
domeniche per l’introduzione dell’obbligatorietà della
prestazione domenicale senza un’effettiva contrattazione
decentrata e in tema di apprendisti, per
l’eliminazione di permessi a quelli nuovi durante
l’apprendistato. Il Comitato Direttivo della FILCAMS-CGIL di
Bergamo inoltre” si legge nell’ordine del giorno, “giudica
grave il non rispetto delle regole democratiche stabilite e unitarie
per la gestione contrattuale; chiede una consultazione unitaria in
tutte le aziende con assemblee unitarie, per portare ai lavoratori i
contenuti dell’intesa separata, le ragioni forti del nostro
dissenso su alcuni temi richiamati. Chiediamo che i lavoratori
possano esprimersi con le proprie valutazioni e giudizi sui
contenuti del Contratto firmato separatamente e sulle valutazioni
espresse dalla FILCAMS-CGIL ed anche sulle decisioni che la stessa
FILCAMS-CGIL ha assunto dopo il proprio dissenso dall’intesa
separata. In particolare la FILCAMS-CGIL ha chiesto la riapertura
del negoziato con Confcommercio e ha convocato un’assemblea
nazionale dei delegati, per dare una prospettiva al nostro dissenso
anche con iniziative di mobilitazione. Il Direttivo chiede che tutta
la vicenda contrattuale ed i risultati finali del Contratto, siano
giudicati e votati da tutti i lavoratori del commercio, attraverso
una consultazione democratica dei lavoratori”.
I
fatti della vertenza
Al
centro della vicenda, le domeniche obbligatorie e il taglio dei
permessi agli apprendisti. Di fronte all’impossibilità unitaria
di condurre una consultazione al riguardo, la FILCAMS-CGIL ha
chiesto dieci giorni di sospensione della trattativa per consultare
i propri iscritti. “Questa richiesta è stata rifiutata dalla
FISASCAT-CISL e dalla UILTUCS-UIL che, invece, hanno proseguito
apertamente la trattativa fino alla firma separata del Contratto”
continua Agliardi. “La sospensione di dieci giorni chiesta dalla
FILCAMS riguardava temi che ritenevamo fondamentali: orari, lavoro
domenicale e diritti degli apprendisti, cioè dei giovani, posti
alla base della piattaforma sindacale. Non solo l’arroganza della
Confcommercio ha prevalso, ma le ragioni importanti della FILCAMS
CGIL non sono state ascoltate nel disprezzo delle regole unitarie
definite nella piattaforma. Lo stesso accordo separato è stato
firmato anche dalla Confesercenti, segnando così un ulteriore passo
grave che amplia a nostro avviso i danni, proprio ampliando la
platea di lavoratori coinvolti. Per il settore cooperativo è stato,
invece, sottoscritto il contratto in maniera unitaria.
In esso, infatti, non esiste l’obbligo domenicale
attraverso un comando aziendale, ma il tema viene affrontato nella
contrattazione decentrata sugli orari. Per gli apprendisti, inoltre,
come chiedevamo, non si prevede il taglio dei permessi”.
Ecco
di seguito i principali motivi del dissenso FILCAMS-CGIL
Lavoro domenicale
– L’intesa adottata è contraria all’impostazione sindacale
della contrattazione decentrata a livello territoriale e/o
aziendale. Assegna un potere alle aziende di comandare il singolo
lavoratore al lavoro domenicale fino a 17 domeniche all’anno.
Oltre che eliminare la volontarietà del singolo lavoratore, la
misura adottata non assegna un reale potere alla contrattazione
degli orari e delle aperture domenicali. È passata la logica molto
frequente nella grande distribuzione che accentra il potere nelle
mani delle direzioni aziendali.
Apprendistato
– Togliere le 72 ore di permesso ai nuovi apprendisti, ai giovani
lavoratori è considerato dalla FILCAMS un atto grave e di disparità
di diritti, assolutamente non tollerabile. La penalizzazione degli
apprendisti rispetto agli altri lavoratori va contro una politica di
inclusione dei giovani nel mondo del lavoro oltre che rappresentare
un’ingiustizia sociale.
Salario – Pur
non essendo il principale motivo di dissenso, il modesto aumento
salariale ha condizionato anche le altre trattative in corso con
Confesercenti e con il mondo della Cooperazione. L’incremento,
infatti, dovrà coprire i prossimi quattro anni senza la possibilità
di una revisione (come, invece, è previsto nel contratto unitario
della Cooperazione in cui c’è possibilità di adeguamento dopo il
primo biennio).
Per
il profondo dissenso che la FILCAMS manifesta nei confronti di
queste misure è stata avanzata a
livello nazionale
Bergamo,
giovedì 4 settembre 2008 |