la storia della CGIL - le persone della CGIL

 

 

Che cosa è la Cgil

La CGIL, Confederazione Generale Italiana del Lavoro, è un sindacato di lavoratori.
Il suo obiettivo è la tutela di lavoratrici e lavoratori dipendenti, degli atipici, di pensionate e pensionati, disoccupati e disoccupate.

Realizza questa tutela, in primo luogo, attraverso la contrattazione che avviene dal ’93 su due livelli: il primo è quello nazionale (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) e il secondo è quello decentrato (Contrattazione Aziendale o Territoriale).
Un secondo fronte di tutela individuale e collettiva è rappresentato dai servizi che sono una forma di aiuto solidale della CGIL ai propri iscritti e, più in generale, ai lavoratori.

Oggi la Cgil

Le priorità politiche dell’impegno della CGIL sono:

  • la battaglia per i diritti dei lavoratori e dei pensionati;

  • la battaglia per la piena occupazione e il riconoscimento sociale ed economico del lavoro;

  • la trasformazione e l’allargamento del sistema di tutele sociali;

  • l’adozione di politiche economiche e produttive di sviluppo capaci di rilanciare l’intero paese.

Oggi il sindacato confederale tende alla democrazia (industriale e sindacale), all'unità possibile, tra le Organizzazioni Confederali e soprattutto tra i lavoratori, all'autonomia (esercizio della rappresentanza indipendente dal quadro politico), alla concertazione (il Sindacato Confederale in Italia vuole contrattare le politiche fiscali, economiche e sociali del paese).
Partendo da questo presupposto la CGIL considera l’unità e la democrazia sindacale valore e obiettivo strategico, fattore determinante di rafforzamento del potere contrattuale delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Cgil e la Costituzione italiana.
La CGIL basa i propri programmi sui principi della Costituzione della Repubblica.
E’ consapevole che i diritti individuati dalla Carta Costituzionale raccolgono gli esiti delle lotte e dell'impegno di tanti italiani che hanno lavorato per costruire un'organizzazione che difendesse i lavoratori: il Sindacato.
La CGIL afferma tra i suoi principi, in primo luogo, il valore della pace e della solidarietà: elabora perciò politiche e comportamenti volti a creare una società senza privilegi e discriminazioni, nella quale siano riconosciuti appieno tutti i diritti di cittadinanza, i diritti al lavoro, alla salute, alla tutela sociale ma, anche, alla giusta qualità della vita.
Alla CGIL i lavoratori o i pensionati aderiscono dando consenso al suo programma sindacale e politico, non in ragione di una ideologia o in nome di uno schieramento politico. All’interno dell’organizzazione non esistono discriminazioni su base etnica, di genere, religione.
La Costituzione della Repubblica italiana del 1948, dice che:

  • l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (art.1);

  • la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art.4);

  • la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni (art.35);

  • il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro (art.36);

  • la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore (…). La Repubblica tutela il lavoro dei minori (art.37);

  • l'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali (art.39).

La contrattazione

La tutela dei lavoratori si attua in primo luogo attraverso la contrattazione.
Nel luglio 1993 è stato firmato un accordo che fissa le regole della contrattazione sindacale.
Il sistema contrattuale definito nel ’93 prevede:

  • un livello nazionale di confronto con il governo e le organizzazioni padronali (concertazione), per la definizione delle linee di comportamento economico, politico e sindacale da mantenere ciascuno nel proprio ambito di intervento;

  • due livelli di contrattazione di categoria: nazionale (primo livello, ogni 4 anni per la definizione del CCNL), e aziendale o territoriale (secondo livello). Nelle regole della contrattazione è stabilito che: a livello nazionale la contrattazione collettiva è gestita dai Sindacati di categoria; in azienda e negli uffici sono le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie, elette direttamente da tutti i lavoratori dell'azienda ogni tre anni), a portare avanti la contrattazione in stretto rapporto con i lavoratori che le hanno espresse.

La macchina sindacale

Il sindacato si articola in strutture verticali e orizzontali:

  • Verticali: i lavoratori di uno stesso ramo di attività (metalmeccanici, tessili, edili, scuola ecc.) sono associati in categorie che agiscono e contrattano su diversi ambiti territoriali (aziendale e nazionale);

  • Orizzontali: tutti i lavoratori e pensionati, indipendentemente dal ramo di attività, fanno capo a organismi confederali quali le Camere del lavoro territoriali, le Confederazioni regionali, il Centro confederale nazionale.

I principali organi statutari e dirigenti della CGIL sono il Comitato direttivo, la Direzione Nazionale e la Segreteria.
I dirigenti del sindacato vengono eletti nei Congressi dagli iscritti.

Gli iscritti

La CGIL è un sindacato di lavoratori e pensionati.
Gli iscritti sono protagonisti della vita democratica dell’organizzazione.
Attraverso i congressi determinano le scelte di fondo del sindacato e negli organismi direttivi ne decidono i percorsi. Gli iscritti sono i finanziatori di tutte le sue attività.

La CGIL è finanziata esclusivamente dalle entrate derivanti dalle tessere sottoscritte dai lavoratori e pensionati, e dall’erogazione dei servizi.
L’adesione alla CGIL è volontaria, avviene su richiesta del lavoratore e può essere revocata in ogni momento.

La CGIL con i suoi oltre 5 milioni e mezzo di  iscritti è il più grande e rappresentativo Sindacato italiano
.
È affiliato alla CES (Confederazione Europea dei Sindacati) e alla Confederazione Internazionale Sindacati Liberi.

La storia della Cgil

Le prime Camere del Lavoro vengono costituite intorno al 1890.
Nate come strutture di lavoratori con l’intento di controllare e organizzare il mercato del lavoro di operai e contadini, diventano ben presto strutture di coordinamento e direzione dello scontro sociale per il miglioramento delle condizioni di lavoro, salario e vita dei lavoratori.
Nel 1906 (quando nasce la Confederazione Generale del Lavoro), il Paese si trova in un periodo di grande arretratezza, soprattutto al sud; al nord è molto diffusa la figura del contadino-operaio. Nelle fabbriche si lavora 12/14 ore al giorno.
Le manifatture tessili occupano la quota più alta di addetti e sfruttano in grande misura il lavoro di donne e bambini.
Nel primo decennio del secolo più di 1 milione di nuovi lavoratori entra in fabbrica; nel 1913 la Fiat inaugura la prima linea di montaggio sull'esempio della Ford.
Il contratto è prevalentemente a cottimo: più salario a chi produce più pezzi.
Questo tipo di contratto garantisce agli industriali il controllo della manodopera attraverso l'autodisciplina e la massima utilizzazione della forza lavoro e dei macchinari. È allora che il sindacato chiede la garanzia di un salario minimo e nascono in alcune fabbriche le prime commissioni operaie.

Il dopoguerra

Dopo il periodo buio del regime fascista, il sindacato assume le forme unitarie e nuove della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, luogo di incontro di comunisti, socialisti, democristiani per “assicurare la più efficace difesa degli interessi economici e morali dei lavoratori” senza distinzione di opinione politica e di fede religiosa.
Periodo breve quello unitario: già nel ’48 CGIL e CISL sono due cose diverse e l’identità della CGIL fu quella di sostenere le rivendicazioni delle categorie più disagiate, dei disoccupati e dei sottoccupati, soprattutto nel meridione d’Italia.

In questo periodo l’agricoltura non può più rispondere alle esigenze occupazionali, mentre nell’industria il livello medio dei salari rimane molto basso.
Il “piano del lavoro” è la proposta per l’occupazione fondata sulle esigenze di sviluppo del paese.
Caratterizza questo periodo la discussione sulle forme della contrattazione: nazionale, in grado di assicurare le esigenze di sviluppo del paese; aziendale, in modo da valorizzare le realtà più forti dal punto di vista economico e produttivo.
Per ritrovare forme unitarie di azione occorrerà aspettare la fine degli anni ’60, quando grandi movimenti di opinione spingono anche i lavoratori a chiedere nuove forme di rappresentanza e di democrazia in azienda e nel sociale, quando il movimento sindacale nel suo complesso si schiera nella battaglia per le riforme, per la trasformazione del paese e la costruzione di uno stato sociale che garantisca occupati e disoccupati.
Ma il cambiamento corre veloce. In azienda l’introduzione di nuove tecnologie ristruttura l’organizzazione del lavoro, innalza i livelli di produttività, cancella migliaia di posti di lavoro.
E siamo ai giorni nostri.
Rimangono all’ordine del giorno argomenti pesanti, oggetto di un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori da parte delle politiche neo liberiste “di moda” in questi ultimi anni: il modello delle relazioni sindacali (il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro, la democrazia nel rapporto con i lavoratori, le tutele contro la precarizzazione, la contrattazione in fabbrica e negli uffici...); il rapporto tra il lavoro e il sociale (il sistema del welfare, delle protezioni sociali; le pensioni; gli ammortizzatori, come l’indennità di disoccupazione, la cassa integrazione; l’assistenza, il sistema sanitario; la formazione e la scuola pubblica...).
Dopo la fine del decennio della “concertazione”, dopo gli anni ’90, il ruolo stesso del Sindacato è in discussione, il suo modello, la sua unità: la fase che i lavoratori stanno attraversando è difficile e la battaglia della CGIL per i diritti ne è l’emblema.

La storia della Cgil di Bergamo

La Camera del Lavoro viene costituita a Bergamo il 21 Aprile del 1901, con sede provvisoria nei locali della Società di Mutuo Soccorso in via Zambonate.
Il comitato promotore è composto dai rappresentanti della Federazione del libro, Federazione dei litografi, Federazione muraria, della Società lavoranti fornai, Società di miglioramento fra i metallurgici, fra i falegnami, fra i marmisti e affini, della Cooperativa muraria e della Cooperativa lavoranti in ceppo di Brembate.
Il primo segretario è Teodoro Monicelli, eletto nel 1902. 
In quell’anno viene pubblicato anche lo Statuto che riconosce alla Camera del lavoro lo scopo "di servire d'intermediario fra l'offerta e la domanda del lavoro, di patrocinare gli interessi dei lavoratori salariati in tutte le contingenze della vita, e ciò con i seguenti mezzi:   a) mettendo a contatto e in permanente rapporto fra loro tutti i lavoratori salariati per educarli praticamente alla fratellanza, alla solidarietà e al mutuo appoggio; b) organizzando un servizio d'informazione sulle condizioni del mercato del lavoro (ricorrendo  ai Comuni, alle Camere di Commercio alle Camere di lavoro nazionali ed estere, …) per indicare i paesi nei quali la mano d'opera sia richiesta e più retribuita; c) stabilendo le condizioni del lavoro; promovendo leggi efficaci sul lavoro delle donne e dei bambini; curando la stretta applicazione delle leggi sociali, e cercando che le leggi stesse rispondano allo scopo che il lavoro sia contemperato alle esigenze dell'igiene; difendendo il lavoro della donna in modo tale che, a parità di produzione, sia retribuita in egual misura dell'uomo. Studiando, infine, tutti quei mezzi che valgano ad elevare le condizioni economiche, il carattere intellettuale, morale e tecnico dei lavoratori salariati.
La vita della Camera del lavoro di Bergamo fino all'avvento del fascismo - che ne decreterà lo scioglimento forzato - non sarà mai facile: travolta dallo scontro tra riformisti e rivoluzionari conosce un lungo periodo d'inattività dal 1904 al 1914, nonostante i ripetuti tentativi di riconquistarla e lo sforzo di numerosi sindacalisti per organizzare comunque le lotte dei lavoratori bergamaschi e in considerazione della forza sempre maggiore delle organizzazioni sociali cattoliche, che nella nostra provincia ebbero un ruolo decisivo nei conflitti sociali.
Il congresso della Camera del lavoro di Bergamo e provincia che si tiene in città il 13 Febbraio 1921 si conclude con l'elezione della Commissione esecutiva, frutto dell'accordo tra socialisti unitari, comunisti, riformisti e anarchici. Ma sarà una tregua di breve durata. Già il corteo che sfila il 1° Maggio per le vie cittadine viene preso di mira dai fascisti, che sparano sui lavoratori.
Inizia con la dittatura un lungo periodo di clandestinità, in cui i fili, pur controversi ed intricati, tessuti in questi anni non si interromperanno: molti dei nomi dei primi organizzatori sindacali si ritroveranno tra quelli dei partigiani combattenti.

La Camera del lavoro di Bergamo riprende a lavorare già nei giorni dell'insurrezione e dopo lo sciopero generale decretato il 27 Aprile, organizza il Primo Maggio 1945, festeggiando con la riconquista della libertà la giornata dei lavoratori, soppressa dal regime e rivendicando contemporaneamente l'urgente necessità di riprendere le lotte a difesa dei
diritti dei lavoratori.

 

 
 

LA SEGRETERIA DELLA CAMERA DEL LAVORO

LUIGI BRESCIANI
Segretario Generale
tel. 035.3594.240
Luigi.Bresciani@cgil.lombardia.it

Nato nel 1954 a Zanica, risiede a Stezzano, è coniugato, ha due figli.
Esperienza lavorativa e studi: dal 1973 è impiegato tecnico nell’azienda tessile Aramis di Azzano San Paolo e poi quadro direttivo in Organizzazione e Sistemi Informativi di Banca Popolare di Bergamo, poi in BPU e quindi in UBI. Durante l’attività lavorativa si laurea in filosofia all’Università di Pavia. Ha studiato scienze economiche e sociali all’Università Statale di Milano. 
Esperienza sindacale: dal 1977 al 1987 rappresentante sindacale aziendale (rsa) per la Fisac-Cgil in Banca Popolare di Bergamo. Nel 2003 è eletto segretario generale della Fisac-Cgil di Bergamo ed è membro del Direttivo nazionale Fisac-Cgil. Nel 2004 lascia il lavoro in Azienda e va in distacco sindacale a tempo pieno. Nel maggio 2006 entra a far parte della segreteria provinciale della CGIL. Dal settembre 2008 è segretario generale.

INCARICHI ASSEGNATI
Coordinamento politiche confederali
Informazione, comunicazione, formazione, cultura
Infrastrutture, reti, trasporti

IVAN VALOTA
Segretario Organizzativo
tel. 035.3594.240
Ivan.Valota@cgil.lombardia.it

Nato nel 1956 a Trescore Balneario, risiede ad Entratico, è sposato, ha un figlio. È entrato nella Cgil dopo essere stato delegato in Enel nei primi anni ’80. Ha fatto parte della segreteria della Fnle Cgil e successivamente è stato funzionario dell’Inca Cgil. Nel novembre del 2000, è entrato nella segreteria della Fillea Cgil. Dal 2004 è segretario organizzativo della Camera del Lavoro.

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche organizzative e del personale
Politiche finanziarie ed amministrative

BOLIS FULVIO
Segretario
tel. 035.3594.212
fulvio.bolis@cgil.lombardia.it

Nato nel 1960, residente a Entrantico, oltre a far parte della segreteria provinciale della Cgil  dal 2010 è anche il segretario generale provinciale della Filctem-Cgil (è stato segretario generale anche delle due distinte categorie Filtea-Cgil e Filcem-Cgil, poi unite per creare la Filctem, e ancor prima componente della segreteria provinciale della Fillea-Cgil).

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche dei settori produttivi e del terziario

SEGHEZZI FRANCESCA
Segretario
tel. 035.3594.240
Francesca.Seghezzi@cgil.lombardia.it

Nata nel 1974 a Lecco, risiede a Villa d’Almè, ha una figlia. Dopo diverse esperienze politiche dal 1990 al 1998 e dopo differenti esperienze lavorative dal 1994 e nel 1998, ha lavorato in Cimitalia, call-center di Zingonia dove ha svolto attività di rappresentante sindacale aziendale. Nel 2005 è eletta nella segreteria Fisac. Dal 2007 ha svolto attività di funzionaria a Nidil a tempo parziale e dal 2008 fa parte della segreteria provinciale della Cgil.

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche giovanili, di genere e volontariato
Progetto Toolbox
Politiche della scuola e rapporto con i movimenti
Politiche internazionali, cooperazione, pace
Immigrazione

FRATUS LUCIANA
segretario
tel. 035.3594.263

luciana.fratus@cgil.lombardia.it

Nata nel 1972 a Bergamo, dove ancora oggi è residente, è stata per due mandati consecutivi membro della segreteria provinciale della Fillea-Cgil dal 2001 al 2009. La sua esperienza lavorativa in Cgil è iniziata nel 1993 come funzionaria. Dall’ultimo Congresso nazionale di categoria del 2010, è entrata a far parte del Comitato Direttivo nazionale Fillea.

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche dell’ambiente, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

PESSINA GIACOMO
Segretario
tel. 035.3594.311
giacomo.pessina@cgil.lombardia.it

Nato nel 1967, risiede a Seriate. Ha ricoperto al carica di segretario generale provinciale della Funzione Pubblica-Cgil di Bergamo per due mandati consecutivi, dal 2000 al 2008. In precedenza era al lavoro presso l’Ospedale Maggiore di Bergamo.

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche della previdenza, della salute e dell’assistenza                                          Promozione della contrattazione sociale e territoriale
Terzo settore

PREVITALI STEFANO
Segretario
tel. 035.3594.240
Stefano.Previtali@cgil.lombardia.it

Nato nel 1952, originario e tutt’ora residente a Spirano, è sposato e ha una figlia. Ha cominciato a lavorare alla FIAT di Torino e, successivamente, in un’azienda metalmeccanica bergamasca. Negli anni ’70 è stato delegato per la Flm di Treviglio e dell’Adda Milanese. È stato segretario organizzativo Fiom e ha poi ricoperto la stessa carica nel sindacato dei chimici Filcea dal 2001. Oltre che  nella segreteria della Camera del Lavoro dal 2008, oggi è anche segretario generale della Flai.

INCARICHI ASSEGNATI
Politiche attive del lavoro
Artigiani

DORA MAFFEZZOLI
Segretario
tel. 035.3594.240

Nata nel 1951 a Varese, dal 1988 fino alla fine del 2000 ha lavorato nella Fiom Cgil di Varese, prima come funzionaria e poi dal 1991 come componente di segreteria in segreteria, con una presenza  nel Comitato Centrale della FIOM sino al 2000. È stata nella in segreteria regionale Filcams Lombardia e negli anni si è impegnata prima in “Essere Sindacato”, poi in “Alternativa Sindacale”  ed  attualmente in “Lavoro Società”. Fa parte del Direttivo nazionale della Cgil.

INCARICHI ASSEGNATI
Archivio e politiche della contrattazione
Politiche abitative

DELEGHE DELLA SEGRETERIA
Bano Edoardo: coordinamento della zona di Treviglio.
Amboni Orazio: welfare, politiche sanitarie e socio-assistenziali, Terza Università, Sportello Genitori, Proteo. Formazione professionale, fondi interprofessionali e apprendistato. Studi e analisi del mercato del lavoro.
Passera Augusta: formazione sindacale.
Valtulina Eugenia
: biblioteca "Di Vittorio", cultura.

Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro
(eletto dal VI congresso 1 e 2 marzo 2010)

Bresciani Luigi (FISAC), Adamo Giovanna (FILCAMS), Agazzi Lorenzo (FILCAMS), Agostinelli Sonia (SPI), Alborghetti Romano (SPI), Allieri Pietro 8FILCTEM), Amboni Orazio (CdLT), Bano Edoardo(SPI), Beretta Cesare (FILT), Bergamini Amabile (SPI), Bertazzoni Marcello (SLC), Bertoli Anna (FILCAMS), Bianchin Rita (SPI), Bolis Fulvio (FILCTEM), Bonetti Marco 8FILLEA), Borella Eugenio (FIOM), Bosio Giacinta (SPI), Brumana Marco 8FP), Capitanio Emilio (FIOM), Capoferri Anita (FLAI), Caputo Mino 8SPI), Carminati Luisa (FP), Caslini Abramo (SPI), Cassotti Angela (FILLEA), Chiari Angelo (FILLEA), Colleoni Ivo (SPI), Colpo Ermellina (SPI), Comelli Renato (SLC), Cornelli Ennio (FILTCTEM), Cremaschi Diego (FIOM(), Cultura Monica (FILLEA), Del Bello Edoardo (FLC), Deme Amadou (FIOM), Dozzi Margherita (FIOM), Fontana Sabina (FILCTEM), Fratus Luciana (FILLEA), Fumagalli Carlo (SPI), Gibellini Marcello (SPI), Giorgi Osvaldo (SPI), Giudici Fabio (FIOM), Grasseni Mariateresa (FILCTEM), Grisa Simone (FIOM), Ilardo Carmelo (SLC), IngaLill Nordli (FILLEA), Isernia Angela (FLC), Lecchi Patrizia (FLC), Locatelli Angelo (SPI), Locatelli Emilia (FP), Maffezzoli Dora (FILCAMS), Mapelli Giuseppe (SPI), Martina Giovanni (FP), Mascioli Giuseppe (FILT), Masserini Severino (FIOM), Mattioli Alessandra (FISAC), Mauro Giorgio (FIOM), Melchioretti Giovanni (FIOM), Merati Claudio (FP), Mologni Enzo (CDLT), Passera Augusta (SPI), Peracchi Gianni (SPI), Pessina Giacomo (FP), Poloni Ilario (FILCTEM), Previtali Stefano (FLAI), Rabaye Marie Maud (FILCAMS), Ratti Massimiliano (FILCTEM), Ravasio Giuliana (SLC), Rossi Mauro (NIDIL), Rossi Roberto (FILCAMS), Rota Mario (SPI), Rota Mirco (FIOM), Sala Marco (FILT), Sala Wilma (FIOM), Seghezzi Francesca (FISAC), Sertori Tobia (FLC), Severgnini Giuseppe (FIOM), Signorelli Sergio (FILLEA), Simula Antonello (FILLEA), Sironi Marco (FP), Soualim Khalid (FILLEA), Tomaselli Sabrina (FILTEA), Trapletti Lucia (SPI), Valenti Rosangela (SPI), Valota Ivan (CDLT), Valtulina Eugenia (FILCAMS), Vavassori GianBattista (SPI), Viero Francesco (SPI), Zanchi Paolo (FISAC)

LO STAFF TECNICO

Centralino
tel. 035.3594.111 - fax 035.3594.459

Ufficio di Segreteria
Carissimi Daniela, Perico Marina
tel. 035.3594.240 - fax 035.3594.459
e.mail: Bergamo@cgil.lombardia.it

Ufficio Amministrazione
Bettoni Annunciata, Borino Carmela, Gelfi Marilena, Gelmini Barbara, Riva Liliana
tel. 035.3594.230 - fax 035.3594.459
e.mail: UfficioAmministrazioneCdLTBergamo@cgil.lombardia.it

Ufficio Comunicazione
Ghirardelli Francesca, Mologni Mara, Piazzoli Michela,
tel. 035.3594.250 - fax 035.3594.459
e.mail: UfficioComunicazioneCdLTBergamo@cgil.lombardia.it